Con l’amministratore delegato di GGF Group e di Maraviglia Travel proviamo a fare il punto della situazione del settore turistico nelle Marche, senza prescindere dalla notizia di questi giorni: le “dimissioni” dell’assessore al turismo Serenella Moroder
“Anche grazie all’ottimo lavoro svolto dall’Assessore uscente e dal suo staff, il turismo marchigiano segna risultati col segno più”, esordisce Guidi, quasi ad anticipare la traiettoria del suo pensiero e il concetto di offerta turistica nelle Marche che ha in mente. Secondo lui, comunque, questo fatto “proprio non ci voleva”.
Dottore, soffermiamoci su questa vicenda.
“Guardi, in tempi non sospetti mi imposi di non fare considerazioni di natura politica, né come imprenditore, né come editore … e non intendo derogare a tale regola neppure oggi. Quello che posso dire è che sono naturalmente molto dispiaciuto, dal punto di vista tecnico come sotto il profilo umano. In questi anni ho mantenuto con l’Assessore un rapporto stretto, come d’altronde l’hanno avuto moltissimi altri operatori del settore. Stiamo parlando di una persona estremamente competente, che ha saputo guadagnarsi sul campo la stima degli operatori del settore turistico”.
Proprio di tutti?
“Non lo so … lo chieda a ciascuno di loro. La mia, senz’altro! Però mi pare che gli attestati di stima inviati all’interessata siano un termometro attendibile sul giudizio dell’operato svolto”.
Col cambio di Assessore al Turismo quali potranno essere le prospettive del settore nella nostra regione?
“Forse di prospettive è prematuro parlarne, anche per doveroso rispetto delle scelte che saranno effettuate a livello politico. Attendiamo di conoscere ufficialmente il nome del nuovo titolare dell’Assessorato e, soprattutto, il suo programma, e a quel punto potremo fare le nostre considerazioni. Che saranno senz’altro all’insegna di una dialettica costruttiva, come fu nel recente passato”.
L’auspicio è comunque quello della continuità nella politica regionale di promozione turistica?
“Direi proprio di si. Con l’Assessore Moroder la Regione Marche aveva intrapreso una strategia comunicativa e promozionale ben precisa, imboccando un percorso che già stava dando ottimi risultati, com’è emerso, del resto, proprio in occasione della Bit. Io mi chiedo: in passato dal mondo del turismo regionale si erano levate voci critiche in quanto si sosteneva che l’Assessorato competente non era sufficientemente vicino alle esigenze concrete degli operatori. Ora che vi è stato un cambio di rotta, contrassegnato dall’instaurazione di un dialogo costruttivo tra pubblico e privato, disegni politici a me ignoti fanno sì che l’artefice di tutto questo debba fare le valigie? Così non ci siamo. Anche se va rimarcata la soddisfazione per quanto il Governatore Spacca ha dimostrato, anche in termini progettuali: la campagna Hoffman lo dimostra”.
Se ho compreso bene, tra gli addetti ai lavori viene pacificamente riconosciuto a questo Assessorato il merito di aver interpretato il suo ruolo istituzionale in un’ottica aziendalistica, proiettata al risultato. E’ così?
“Mi rispecchio in questa visione dell’operato dell’Assessore uscente: competenza professionale abbinata ad una strategia ben definita e ad un approccio concreto…”.
Un approccio che ha portato buoni risultati, visti i numeri.
“Risultati più che buoni, com’è emerso dai dati ufficiali. Un andamento positivo avvalorato da ciò che è avvenuto sul fronte degli investimenti confluiti nel settore turistico”.
Non capisco.
“Negli ultimi mesi nelle Marche stiamo notando imprenditori che credono nel turismo locale e vi hanno investito di tasca propria. In tale contesto si inseriscono anche le missioni, gli incontri e gli importanti momenti di confronto promossi dalla Regione”.
Missioni, appunto. Sta toccando un tasto caro ai detrattori dell’Assessore …
“La quale, invece, può ben andar fiera dei viaggi che ha compiuto. Ma per una volta perchè non cerchiamo di sganciarci dai luoghi comuni, attribuendo alle cose il loro significato obiettivo? Forse pochi hanno idea dello sforzo organizzativo e umano che hanno compiuto l’Assessore Moroder e il suo staff – composto da consulenti di primissimo piano – per fare di queste missioni delle iniziative caratterizzate da un elevato approccio pratico, concreto. Altro che viaggi di piacere!”.
Per essere maliziosi, viene da pensare che, ancora una volta, la competenza e la concretezza mal si conciliano con le logiche di natura politica … Lotte tra e nei partiti, veleni …
“Mi auguro davvero che si faccia luce al più presto su una vicenda che ha tanto dell’assurdo”.
Lei prima accennava al Bit. Il workshop (organizzato da GGF Group, ndr) svoltosi in seno all’evento milanese di fine febbraio ha rappresentato in un certo senso il commiato ufficiale della Moroder. Per l’occasione c’era praticamente il motore della macchina turistica marchigiana …
“Al di là dei nomi dei relatori, mi preme sottolineare piuttosto ciò che è emerso durante il workshop “Marche di charme. L’accoglienza di qualità” (si veda il servizio a pag. 124). Ecco, darei un bel dieci a tutta l’organizzazione”.
Alcuni giorni fa Lei ha affermato pubblicamente che il turismo marchigiano esce rafforzato dalla Bit. Perchè?
“Perchè è stato uno stimolo a tutti noi a renderci consapevoli. Di cosa? Del fatto che le politiche regionali intraprese godono di un generale apprezzamento. Della possibilità di lavorare sul territorio con uno spirito di squadra prima inimmaginabile. Della forza di una alleanza tra pubblico e privato. Ecco, queste sono le fondamenta sulle quali a mio avviso dovranno poggiare le strategie del futuro”.
Mi scusi, però oggi tutti parlano di “spirito di squadra”. Non le sembra un concetto un po’ abusato, anche nel Vostro settore?
“Una cosa è voler fare di questa espressione la propria bandiera, un’altra è saper realizzare i propositi. Rimanendo nel nostro ambito, l’essere riusciti in poco tempo a far sedere allo stesso tavolo e far collaborare imprenditori che prima si vedevano con una certa diffidenza e che oggi sono disponibili a fare rete per un progetto comune … non mi pare poco. E questo è un altro merito della Moroder”.
Lei da tempo sostiene che il turismo rappresenta una chiave da sfruttare al meglio in chiave anti-crisi. I dati Le stanno dando ragione …
“Mi pare che anche a livello internazionale, nei mercati che hanno deciso di puntare sul turismo con forti incentivi ed investimenti, il Pil complessivo ne abbia tratto un generale beneficio. Guardiamo ad esempio a quanto sta avvenendo in Messico e in Egitto, territori che peraltro – quanto a richiami naturalistici, culturali, artistici e storici – non vantano certo un grado di attrattività paragonabile al nostro”.
E lo slancio che il settore ha registrato in regione rischia ora di subire un affievolimento?
“Questo è un punto delicatissimo, la cui importanza è accentuata dal fatto che le dimissioni della Moroder giungono proprio nel momento che precede la stagione estiva. Quindi il rischio c’è ed è evidente”.
Al riguardo Lei cosa suggerisce?
“Tra gli operatori turistici operanti sul territorio, non sono certo l’unico ad auspicare che l’intero staff del Servizio Turismo della Regione possa continuare l’egregio lavoro realizzato sino ad ora”.
Se prevarranno i giochi politici?
“C’è il rischio che chi investe sul territorio, con un evidente riverbero positivo sull’occupazione e sullo sviluppo, si arrenda a questi giochini e … tiri i remi in barca”.
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