Essere il campione. Tutti da ragazzi viviamo questa aspirazione. E lo sport, anche nella realtà più locale, lo consente.
La mia “breve” carriera di sportivo iniziò con le corse campestri. Ricordo ancora quelle organizzate dalla sezione locale del Centro Sportivo Italiano. Durante la prima gara, quella del mio esordio, riuscii a piazzarmi terzultimo, lasciando dietro due ragazzi ben più grandi di me. Che piccola, grande soddisfazione!
Poi ci fu il calcio. Ero un discreto terzino destro che giocava a sinistra. Con la Recanatese raggiunsi anche la convocazione nella rappresentativa regionale ed ebbi occasione di giocare con nomi come Macellari o Prenna.
Ricordi particolari?
Non ho mai dimenticato la partita giocata ad Ascoli. Dopo soli venti minuti di gioco, per un fallo di mano, provocai un rigore.
Il calcio non è stata, tuttavia, l’unica passione.
Passione è proprio il termine giusto. Entrato in azienda nel 1964, il tempo da dedicare al calcio e alle attività agonistiche in generale fu via via annullato dagli impegni professionali. Nel corso degli anni ho comunque sempre praticato attività sportive, anche solo per bilanciare la vita da scrivania, per allentare la tensione dopo un lungo viaggio di lavoro, o semplicemente per ritrovare gli amici del Circolo Tennis, vivere due ore di puro relax e scambiare qualche battuta leggera fra un set e l’altro. Certo, i risultati non sono mai stati d’eccellenza: con un pizzico di ironia e la giusta dose di auto-valutazione mi sono sempre definito un quarto di racchetta!
A proposito del Circolo Tennis…
Fu mio fratello Giannunzio, insieme ad altri appassionati del tennis a fondare il Circolo. In origine era il Tennis Club Helvia Recina. Campo da gioco in terra battuta e il giusto intervallo fra attività amatoriale e agonistica.
I primi tornei, quelli con un’eco più ampia rispetto alla città di Recanati, iniziano negli anni ’80 e già da allora coinvolgono i tanti ragazzi che frequentano il club e la scuola tennis.
Fu proprio in occasione di un Torneo, quello dell’estate del 1987, che Francesco Guzzini, figlio di Giannunzio, perse la vita in un brutto incidente, proprio sulla strada che lo avrebbe portato sui campi da tennis.
Da qui la decisione di intitolare il Club alla memoria di Francesco e di dedicargli il torneo, elevato oggi a Challenger.
L’acquisizione dell’importanza dei tornei è dovuta anche a tutte le innovazioni che avete compiuto nel circolo.
Giannunzio si era tanto speso, sempre sostenuto dalla nostra famiglia e dal direttivo, per promuovere la crescita del Circolo. La sua scomparsa nel 2006 e il successivo passaggio di Presidenza da lui a me non ha fermato il processo. Anzi. Nonostante gli impegni che ingombrano la mia agenda, ho accolto con entusiasmo il testimone che mi è stato passato. Credo in questo sogno che ha avuto la fortuna di essere alimentato al punto da trasformarsi in vero e proprio vivaio di promesse, non solo sportive, ma anche umane.
La scuola tennis guidata da Pierpaolo Cenci ne è il fiore all’occhiello: per i bambini e i ragazzi che ogni giorno scendono in campo e si aprono ad una formazione che passa dalla racchetta per arrivare al cuore e per tutti quei genitori che vedono nella scuola sportiva una terza agenzia educativa da affiancare alla famiglia e alla scuola.
Una particolare attenzione è poi riservata ai figli dei dipendenti del Gruppo Guzzini che possono accedere e frequentare i corsi a costi nulli o ridotti, usufruire della innovativa palestra, del supporto di tecnici professionisti, o godere, insieme alla famiglia, del ristorante annesso.
In un clima farcito di tale positività era normale che il Torneo prendesse la rincorsa e trovasse il modo per spiccare un salto verso l’alto.
Oggi il circolo “Francesco Guzzini” è un punto di riferimento per lo sport del tennis
Ci piace pensare al Challenger come alla punta di diamante di un’attività di alto livello che ogni anno prende forma all’interno del Circolo.
Una kermesse sportiva che ha trovato affermazione a livello nazionale e con un main drow che di anno in anno cresce in qualità e in presenze internazionali.
In questo percorso di affermazione realizzato sia dal CT che dal Challenger, mi sento di sottolineare il prezioso contribuito di Pierpaolo Cenci e di Cristina Gnocchini, da anni in prima linea nel coordinamento della parte tecnica e organizzativa del torneo.



Cosa vi aspettate dalla edizione 2010?
Un gran bello spettacolo! La partecipazione del pubblico è sempre più numerosa: le partite, giocate di solito fra le 18 e le 23 sono aperte alla città di Recanati e a quanti, appassionati di tennis, vivono questo momento come un imperdibile appuntamento con lo sport di alto livello.
Stiamo definendo proprio in questi giorni le presenze degli specialisti sul veloce ma contiamo di poter annoverare, anche per questa ventitreesima edizione, nomi di grande prestigio.
Sono passati sui nostri campi atleti come Davide Sanguinetti, Daniele Bracciali o Simone Bolelli – solo per citare qualche nome azzurro – e non mancano promesse internazionali nate e cresciute nel vivaio del Circolo Tennis. Penso a un Giacomo Miccini, considerato un vero e proprio prodigio della racchetta e da qualche anno in formazione presso l’accademia di Nick Bollettieri.
Il Challenger sarà sì nato e cresciuto in una realtà di provincia, ma le professionalità presenti sono quelle dei più grandi tornei mondiali. Lo dimostra la conferma che arriva anno dopo anno da un supervisor come il portoghese Carlos Sanchez, abituato alle grandi sfide di Roma o Parigi e Miami.
In ultimo, lo sport come strumento educativo e propedeutico ad un atteggiamento professionale in Azienda.
Il nostro Gruppo vive il territorio come parte integrante del suo modo di essere e fare impresa e da anni palesa la sua responsabilità sociale attraverso una serie di attività volte a sostenerne lo sviluppo.
Nel caso del Circolo Tennis, il lavoro fatto con i ragazzi della scuola non si limita al solo apprendimento di uno sport, ma mira ad una crescita che è tanto fisica quanto psicologica. Pier Paolo Cenci, con tutto lo staff tecnico del Circolo, vive il tennis come uno strumento attraverso il quale far passare valori fondamentali come la disciplina, il rispetto degli altri giocatori e compagni, l’onestà, la generosità.
Investire nel Circolo e nel Challenger è quindi un modo, seppur indiretto, per investire su quelle donne e in quegli uomini che un giorno comporranno quel tessuto politico, economico e sociale in cui le aziende del Gruppo vivono e operano.
La stessa riflessione è possibile applicarla alla collaborazione avviata ormai da diversi anni con l’Istituto Tecnico Enrico Mattei di Recanati. In un momento di forte crisi per la scuola, a rischio chiusura per il numero esiguo degli iscritti, le aziende del Gruppo si sono fatte carico del suo rilancio, ne sono diventate sponsor e vivono oggi la soddisfazione di contare 6 nuove prime nei diversi corsi che compongono l’istituto.
L’ITIS, a sua volta, ha avuto la “forza” per sponsorizzare il settore giovanile della Recanatese calcio e di portare lo sport a scuola con tutti i vantaggi formativi che dalla fusione di queste due agenzie educative arrivano: usciti dalle aule i ragazzi entrano in campo e, oltre a misurarsi con le regole del gioco e a trovarsi supportati da un team di allenatori e preparatori tecnici, possono contare su persone in grado di guidarli alla scoperta delle proprie risorse, fisiche quanto mentali.
Il legame instauratosi fra la scuola e le imprese è forte: attraverso le nostre risorse umane, portiamo avanti progetti triennali atti a contenere il divario fra l’ambito scolastico e quello professionale, un gap che in Italia pesa ancora molto. Molti nostri manager sono stati invitati a portare la propria testimonianza, a trasferire il proprio knowledge verso quanti si apprestano ad entrare da neofiti nel mondo del lavoro.
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