Qui nasce la croce pettorale di Papa Francesco

Loreto è considerata la capitale mondiale degli articoli religiosi. Siamo andati a trovare Renato Moroni, titolare della LAL Srl, azienda che dal 1965 crea artigianalmente oggetti d’arte sacra, per scoprire questo mondo fatto di sapienza e spiritualità

di A. Dachan

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Può raccontarci come è nata la LAL articoli religiosi?
“L’azienda, a carattere familiare, è stata fondata nel 1965 da mio padre e mio zio. L’attività è iniziata in uno scantinato dove si faceva lavorazione del legno. Con gli anni Loreto si è affermata sempre di più come patria degli articoli religiosi, così, per rispondere alla crescente richiesta del mercato, la bottega si è rinnovata, dando il via alla produzione di grani per corone da rosario. Negli anni ’70 c’è stata un’ulteriore evoluzione, con l’avvio della lavorazione di articoli in argento; fino agli anni ’80 circa sono state mantenute parallelamente le produzioni di articoli da regalo e religiosi, finché, nel 1986, non si è deciso di puntare solo su questi ultimi”.

Chi sono i vostri clienti tipo?
“Oggi possiamo contare su circa 700 clienti fissi tra negozi e santuari; si tratta naturalmente di un settore di nicchia, rivolto ad un segmento di mercato molto specifico. Lavoriamo molto in Italia, ma il grosso del nostro target si trova all’estero. Purtroppo sta diventando sempre più difficile relazionarsi con il mercato italiano: i tempi di pagamento sono estenuanti e troppo spesso gli artigiani si trovano a ‘dover fare da banche’, facendo crediti a lungo termine, mentre gli istituti preposti per questo tipo di operazioni, non sempre svolgono pienamente il proprio ruolo…”.

Quali sono i paesi di riferimento sul mercato estero?
“Naturalmente tutti i paesi cattolici, in particolare l’Europa (a Medjugorje abbiamo un ingrosso), l’America Latina, il nord America. Siamo presenti anche nei paesi dove i cristiani sono una minoranza, ma il livello di devozione è molto alto, come ad esempio nei paesi asiatici, nelle Filippine, in India e Corea : lì le persone credono e professano veramente, non trascurano affatto la pratica religiosa, come accade sempre più spesso qui”.

“Una lunghissima esperienza maturata nel tempo insieme ai gusti e alle tendenze di quasi tre generazioni di consumatori. Da falegnameria si è trasformata in realtà artigianale, percorrendo con tenacia e determinazione tutte le tappe della sua costruzione aziendale in sintonia con le esigenze del territorio in cui si trova ad operare e mantenendo uno speciale legame con la sua città di origine, Loreto, capitale mondiale della Corona da Rosario”

Come si struttura il vostro lavoro?
“Siamo un po’ come le hostess oggigiorno: fanno il check-in, le operazioni di imbarco e assistono i passeggeri durante i volo. Noi operiamo nello stesso modo: a partire dalla lavorazione della materia prima, fino alla sua promo-commercializzazione, seguiamo ogni singolo passaggio. Siamo una realtà a conduzione familiare: anche gli operai che sono con noi da oltre trent’anni fanno parte della famiglia ormai. Ognuno di noi è in grado di seguire le diverse fasi della creazione di un articolo, ma abbiamo voluto comunque specializzarci, chi nella manualità, chi nel marketing ecc.. Ad esempio io passo tra i sei e i sette mesi l’anno in viaggio per curare la parte delle vendite”.

Come ci diceva prima, quello degli articoli religiosi è un segmento di nicchia: quali sono i punti di forza per essere competitivi e vincenti?
“Noi puntiamo moltissimo sulla qualità, il design e l’originalità dei pezzi. Il nostro lavoro è 100 per cento made in Italy e questo è senza dubbio un valore aggiunto per noi. Abbiamo diverse certificazioni che sono un riconoscimento importante del nostro lavoro: nel 2005 siamo stati tra i primi in Italia ad aver ottenuto “Made in Swarovski element”, un’etichetta utilizzata da marchi selezionati, per agevolare l’identificazione dei Cristalli Swarovski, contrassegnando l’autenticità e l’integrità del prodotto; nel 2006 abbiamo ottenuto la MEA – Marche Eccellenza Artigiana – Tale premio nasce dall’esigenza di individuare e valorizzare imprese artigiane tradizionali che operano nel territorio Marchigiano da più generazioni. Oggi siamo leader in Italia per gli articoli religiosi.”

Una delle vostre creazioni di punta è senz’altro la croce di Papa Francesco: qual è la sua storia?
“Il giorno in cui è stato nominato Papa Francesco e si è affacciato per salutare i fedeli abbiamo subito notato la croce pettorale che indossava. Ci siamo informati su chi fosse l’artista che l’ha creata, uno scultore genovese scomparso ( Antonio Vedele 1930-1997 ) e abbiamo chiesto agli eredi i diritti per la riproduzione. Molti, invece, hanno riprodotto la croce senza alcun diritto. Gli unici che creano quella originale siamo noi: è il nostro modo di lavorare, riconoscere l’impegno altrui e rispettarne l’originalità”.

Per le prossime festività, che regalo suggerireste?
“Prima di suggerire un oggetto specifico vorremmo rivolgere un invito a tutti: riscoprire i valori della famiglia, la sua importanza a livello spirituale, affettivo, come riferimento importante in ogni fase della vita. Natale è l’occasione ideale per questo tipo di riflessioni. Da un punto di vista materiale, le festività per noi non rappresentano un momento di aumento delle vendite, che invece si declinano lungo tutto l’arco dell’anno. Suggerirei come dono un bel presepe d’ulivo fatto a mano, un oggetto legato alle nostre tradizioni italiane”.



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