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Cene, viaggi e consulenze

Mal dell’esca e Balck rot

LA VOCE DEL GATTO DEL PADRONE

Marusi indagato

L’educazione al gusto locale

Riuscirà la nostra cultura alimentare a difendersi dalla globalizzazione?

Saranno i popoli privi di back-ground culturale ed enogastronomico ad imporre nuove vie vincenti o saranno invece i popoli forti delle proprie tradizioni, nonostante la globalizzazione dominante, a rivalutare il proprio?

Un interrogativo come questo, apparentemente contorto, può aprire un dibattito senza fine.

Forse siamo stanchi di ammettere che ci debba essere per forza una coesistenza tra una via elitaria e una globalizzata, o forse perché ce ne vogliamo fare una ragione. Certo che il modello atipico per i territori piú ricchi di cultura, buon gusto e convivialità, sostenuto dal turismo emergente, è un modello che ci piace proprio. E parlo a nome di quel popolo di tutte le età che non si chiede quale tecnologia ci sia dietro a quella produzione o a quel modo di fare, ma piuttosto quale sapere, quale sudore e quale paesaggio.

Se questa può essere considerata una tendenza conservatrice e sorda al progresso, bene, non ce ne importa. La generazione che è cresciuta a formaggino fuso è stanca dei modelli propinati da una tv consapevole e da genitori che lo erano molto meno. Ora infatti anche loro, proprio quella gente di mezza età che ha visto nella merendina una liberazione dalla preparazione della merenda al piccolo di casa, appena può piuttosto che il Mar Nero preferisce un rudere in campagna ad affettare salumi profumati. Credete forse che la mia sia una visione da Mulino Bianco? Ricordate che essa è stata solo un momento di esaltazione della globalizzazione del gusto di qualche illuminato venditore di frottole. Ha cominciato infatti negli anni ottanta a massificare i consumi delle famiglie, ben nascosto dietro la cortina della spiga di grano che volteggia. La famiglia rinchiusa dentro il grigiore cittadino ha abboccato, naturalmente, perché mancava di coscienza.

Le cose sembra …

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Passioni e solitudini/ Anche l’abbigliamento può aiutare a guarire le malattie della pelle

Foto concesse da Tony Caputo

SCHEDA

C era una volta la Film Cafè Entertainment così potrebbe iniziare il nostro racconto, ma è un esordio troppo fiabesco, per una cruda storia di realtà. Sì è questo che voglio raccontarvi, le vicende di un gruppo di ragazzi, diversi per età, carattere e modo di pensare, ma con un grande sogno in comune: il cinema.

Chi non ha desiderato, almeno una volta nella vita, di vedere il proprio volto sul grande schermo? Chi non ha mai sognato, di scorgere il proprio nome, tra i titoli di coda, dell ultimo successo di botteghino? Anche i nostri amici, lo hanno sognato e desiderato, ma a differenza di altri, si sono avventurati, nell impervia scalata che conduce al successo.

Tutto è nato da un casuale incontro tra il regista, Tony Caputo, e il producer, Luca Guido, che per scherzo e per diletto, hanno sfidato la sorte, decidendo di iniziare le riprese di un film. Trovare il resto della troup, non è stato poi così difficile, è misterioso come a volte il fato, faccia trovare le persone giuste, nel posto giusto. E stato subito amore.

Fino a questo punto, sembrerebbe, una favola copiata dal libro delle mille e una notte, invece l orizzonte che si spalancava ai loro occhi, era ricoperto da mille insidie ed avversità. Costruire dal nulla un film, non è certo uno scherzo, c è bisogno di strumenti adeguati, di addetti capaci, e perché no, di capitale da investire. Per dei ragazzi così giovani, è difficoltoso appropriarsi di tutti questi ingredienti Non dimentichiamo, poi, che la nostra avventura si svolge in Calabria, una regione ricca di splendidi paesaggi e scorci incantati, ma che non ha alle spalle una grande tradizione cinematografica. A dispetto di tutto, mano al proprio portafoglio, la troup al completo, accompagnata …

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Alluvione/ Il sindaco: «Lo Stato si ricordi di noi altrimenti bloccheremo le strade»

o I Discount – Primi prezzi

Se fino ad agosto 2003 aveva grossomodo gli stessi tassi di crescita del Largo Consumo, da settembre dello scorso anno la Marca Commerciale ha mostrato incrementi a valore decisamente superiori, mentre le variazioni percentuali delle vendite del Largo Consumo Confezionato hanno cominciato a farsi sempre più contenute.

Anche iI canale Discount sta aumentando il suo peso, sia in numerica (al primo gennaio 2004 le stime IRI contano 2583 punti vendita, +2,7% rispetto al 2002) che in ponderata: oggi sviluppa il 6,7% delle vendite in valore della Distribuzione italiana, con un incremento di oltre l’8% rispetto al 2002.

Le nuove aperture di Discount e il conseguente aumento del peso di questo canale nella distribuzione moderna italiana, insieme al comportamento d’acquisto dello shopper evidenziato in questo canale fanno presumere che stiamo assistendo a un fenomeno strutturale.

I risultati della ricerca IRI-MCA sul comportamento d’acquisto e il profilo del consumatore in questo formato distributivo, infatti, evidenziano che, contrariamente a quanto ritenuto finora, i clienti del Discount non appartengono solamente alle fasce più deboli della popolazione e, a differenza dello shopper in Iper e Super, sono più anziani.

Scelgono questo canale principalmente per il risparmio offerto dal livello dei loro prezzi (Convenienza), la buona qualità di determinati prodotti, e la rapidità nel fare la spesa mentre gli Ipermercati e Supermercati vengono scelti, invece, per la presenza dei nuovi prodotti, l’organizzazione del punto vendita, l’ampiezza e la profondità della gamma.

Lo Shopper di questo canale e’ fedele al punto vendita e alla formula: 7 clienti su 10 fanno la spesa nello stesso Discount. Si tratta di una spesa per tutta la famiglia (almeno 30 euro lo scontrino) ed eseguita una volta a settimana.

Questi elementi fanno pensare che il Discount costituisce un canale alternativo agli Ipermercati e Supermercati.

Finora …

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Disastro Calabria

lunedì 11 settembre 2000

“Le responsabilità di aver mantenuto un campeggio nell’area golenale del torrente sono numerose e gravissime: ci risulta che il campeggio travolto dalle acque fosse in pratica nell’alveo del fiume, dunque in un’area naturalmente esondabile”. Così FABIO ROGGIOLANI, Capogruppo dei VERDI in Consiglio Regionale e responsabile nazionale del Forum dei VERDI sul dissesto idrogeologico ha commentato le tragiche notizie sullo straripamento del torrente a Soverato nella zona ionica catanzarese.

“Conosco, per esperienza personale, la situazione delle fiumare calabresi, occupate negli alvei da abitazioni, coltivazioni e da un camping folle come quello di Soverato. In più le luci dei ponti che attraversano queste fiumare per la strada ionica e per la ferrovia sono assolutamente insufficienti ad accogliere l’acqua nei momenti di piena, prima e dopo. Sarno i nostri appelli sono rimasti inascoltati.”

“Cinque anni fa – ricorda Roggiolani – nella zona tra Cariati Marina e Mandatoriccio Mare bastò un temporale di un’ora per far scomparire dalla vista per metà pomeriggio l’intera strada ionica, con acqua alta oltre un metro, conservo le foto di quell’evento, che dimostrano come la colpa di tutto fosse della tombatura dei torrenti nel loro tratto finale. Resto comunque allibito a pensare come, dopo oltre 24 ore di pioggia, non si sia pensato di evacuare il campeggio, come le previsioni del tempo regionali non abbiano messo in stato di allerta le zone interessate: i danni erano inevitabili ma le vite si potevano e si dovevano salvare. Quella zona doveva essere indicata fra le aree a maggior rischio dal Decreto Sarno”.

“Il dramma che si è compiuto nel campeggio di Soverato dimostra con tragica evidenza l’urgenza di rimuovere le situazioni di altissimo rischio che ancora esistono e l’esigenza assoluta di non crearne di nuove, come già abbiamo affermato in Consiglio Regionale in merito all’insediamento produttivo di …

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«Politici ladri», scontro nella Cdl contro Berlusconi interviene Casini

– febbraio 21, 2004Postato in: ITALIA

Pier Ferdinando Casini contro Silvio Berlusconi. Sull’equazione politici professionisti – ladri, suggerita dal premier nella sua trasferta di Atene, il presidente della Camera fa sentire di dissenso: «Gettiamo i veleni nel bagagliaio del passato, perché con la demagogia non si costruirà nulla di buono».

Casini interviene al termine di un acceso dibattito nell’aula della Camera, aperto dal capogruppo della Margherita Castagnetti con la richiesta che il premier chieda scusa ai parlamentari.

La sera prima, a cena con i suoi deputati, Berlusconi ha spiegato che la sua era solo «una battuta» di fronte agli attacchi e che comunque si riferiva unicamente alle opposizioni. Ma per gli eredi della Dc , le parole del Cavaliere sono come macigni, e Casini dà voce al malessere che scuote la sua casa politica.

Il presidente della Camera parte “soft”, augurandosi che Berlusconi abbia voluto richiamare gli italiani alla questione morale. Ma subito dopo aggiunge che questa grande questione «non può essere affrontata con un atteggiamento demagogico, come durante la triste epoca dei veleni giustizialisti».

Le parole di Casini vengono precedute da quelle, ancora più nette, del segretario dell’Udc Marco Follini: «Se si dice che la politica è disonestà, dico di no, e lo dico con tuta la forza che ho», esclama dal suo seggio. Per la politica, ha affermato, «ho visto morire personaggi come De Gasperi e Moro». Io stesso, ha detto ancora Follini, «sono cresciuto a pane e politica».

Nell’aula della Camera risuonano anche le parole di Bobo Craxi, del nuovo Psi: «Ho avuto un brivido lungo la schiena», dice a proposito delle parole del premier, riandando con la memoria agli anni di Tangentopoli.

Tacciono gli altri gruppi della maggioranza. Per Forza Italia non interviene nessuno; anche An, nonostante i malumori di molti deputati, sceglie la linea del …

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Gaza, strangolato il volontario italiano L’atroce fine di Vittorio Arrigoni

LE VITTIME – Ecco chi sono

Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino intanto è tornato a casa, a Meta di Sorrento, mentre fa il giro del mondo la telefonata in cui della Guardia Costiera di Livorno, Gregorio De Falco, gli intima di tornare a bordo. «Coward Captain», Capitan Codardo, è uno dei soprannomi dati dai media Usa a Schettino. All’udienza, il comandante si è difeso davanti al gip di Grosseto che, alla fine, gli ha concesso i domiciliari.

«Ho sbagliato l’accosto». Secondo alcune indiscrezioni, durante l’interrogatorio di ieri il comandante avrebbe ammesso di aver «sbagliato l’accosto» e che l’inchino era per il commodoro Mario Palombo, gigliese. Schettino avrebbe spiegato di aver navigato a vista, ma di aver ordinato la virata troppo tardi, finendo in acque troppo basse. «Non tornerò mai più su una nave», avrebbe confessato il comandante. Il suo avvocato Bruno Leporatti ha detto di stare valutando se chiedere il giudizio immediato. Il comandante sarà comunque sottoposto ad esami tossicologici.

La decisione del gip. Non pericolo di fuga, ma rischio di inquinamento delle prove: anche così il gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, argomenta la sua decisione di non convalidare il fermo e di disporre i domiciliari per Schettino. Non ci sarebbe, quindi, un rischio di fuga. A carico del comandante ci sono però gravissimi indizi di colpevolezza: «Ricorre senz’altro l’oggettiva gravità del fatto, un disastro di proporzioni mondiali, e ricorre la condotta gravemente colposa» di Schettino, scrive il giudice. Quanto al pericolo di inquinamento probatorio, per il gip non c’è mai stato alcun rischio che Schettino si appropriasse della scatola nera della nave.

Il procuratore: ricorso al Riesame, Schettino può fuggire. «È possibile» che il comandante della Concordia Francesco Schettino «possa fuggire dagli arresti domiciliari»: è il timore del procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che ha annunciato …

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Consorzio Export 3-P.it – Tutto il buono della nostra terra

» CORSO PER N° 12 PERSONE:TECNICO DI GESTIONE DELLA RIPRODUZIONE NELL’AZIENDA ZOOTECNICA

L’Ente ANNI DUEMILA sc .nel quadro di un progetto formativo Fondo Sociale Europeo/Ministero del Lavoro/ Regione Lombardia organizza un corso per n° 12 persone in possesso dei seguenti requisiti: donne/uomini disoccupati con diploma di scuola media superiore. TECNICO DI GESTIONE DELLA RIPRODUZIONE NELL’AZIENDA ZOOTECNICA N. 250506 – AZIONE N.252344 Figura professionale e finalità Il Tecnico per la gestione della riproduzione nell’azienda zootecnica, è una nuova figura professionale specializzata che opera nel campo della produzione del latte e dell’allevamento bovino. Gestisce i meccanismi che regolano il fenomeno riproduttivo nell’allevamento bovino da latte, opera in modo scientifico nella fase della riproduzione, orienta l’allevatore e di conseguenza l’allevamento verso scelte consone agli obiettivi prefissati, pianifica gli accoppiamenti aziendali, consiglia l’allevatore nella scelta dei riproduttori adatti, implementa un breeder-pooling. Nella sua attività utilizza software gestionali specifici. Requisiti preferenziali Conoscenza elementare informatica di base. Diploma coerente con il progetto o esperienza pregressa nel settore della formazione o in settori affini. Struttura del corso • Teoria n° 108 ore Esercitazioni pratiche n° 44 ore Tirocinio/stage n° 148 per un totale di 300 ore • Durata: dal 10/02/2005 al 12/07/2005 • Articolazione giornaliera: da concordare con gli iscritti • Frequenza obbligatoria: la mancata frequenza del 25% del monte-ore non dà diritto all’attestato rilasciato dalla Regione Prova finale: colloquio finale con commissione regionale Certificazione finale La partecipazione al corso sarà certificata da un’attestato di specializzazione rilasciato dalla Regione Lombardia Sede del corso: Pegognaga via Viola Camatte n° 6 Modalità di partecipazione La domanda di ammissione ai corsi è in carta libera, contenente l’autocertificazione relativa ai dati anagrafici, all’indirizzo e al recapito telefonico, codice fiscale, allo stato di disoccupazione, al titolo di studio e la seguente dichiarazione: “Autorizzo l’Ente ANNI DUEMILA Società Cooperativa al trattamento dei miei …

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Alluvione/ Subito 300 milioni in Veneto Napolitano a Padova, domani a Vicenza

BOSE® Lifestyle® 20 Music System

Talvolta la ricerca produce ciò che sembra…impossibile

“Per migliorarlo abbiamo dovuto farlo più piccolo.”

La parte più interessante del nuovo sistema musicale Lifestyle® 20 è – di nuovo – virtualmente invisibile: i diffusori Jewel Cube sono più piccoli di quanto avreste mai potuto pensare. I dispositivi meccanici sono intrinsecamente migliori quando sono piccoli. Più piccolo il dispositivo, più precisa è la riproduzione. La qualità della riproduzione del suono dipende dall’accuratezza del movimento dall’altoparlante – il dispositivo meccanico. Rendere più piccolo l’altoparlante significa ottenere maggior controllo sul movimento e minori fluttuazioni dello stesso movimento. Naturalmente, sarete portati a dare valore alle minuscole dimensioni in quanto tali; sin dal primo ascolto, tuttavia, vi accorgerete che è molto di più di una semplice scelta estetica.

Sono stati necessari tre anni di ricerca, la maggior parte della quale è oggetto di nuovi brevetti, per ottenere le prestazioni che volevamo.

Un nuovo magnete estremamente potente.

Dato che il cono doveva essere piccolo ed in grado di riprodurre un’ampia gamma di frequenze, era necessaria una struttura magnetica estremamente potente. La soluzione comportò la scelta di un materiale magnetico molto costoso (100 volte il prezzo dei normali magneti in ferrite) ma anche 10 volte più potente: il Neodimio-Ferro-Boro. Siamo stati in grado di costruire un’unità magnete/bobina di diametro ridotto con una struttura magnetica molto potente, schermata dal “vaso” in acciaio che fornisce parte del circuito magnetico e circonda il magnete.

Cono e cupoletta antipolvere dell’altoparlante in un sol pezzo.

Di norma, la cupoletta antipolvere viene incollata al cono al termine dell’assemblaggio. Questa procedura però non ci assicurava la solidità di cui avevamo bisogno – la giuntura incollata è troppo estesa e il posizionamento troppo critico.

Negli altoparlanti convenzionali, inoltre, i due capi della bobina mobile vengono distesi ed incollati sulla superficie anteriore …

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Martina Corgnati

PRINCIPALI RASSEGNE CURATE DAL 1982 A OGGI

1982 – Officine e Ateliers, Mantova, Casa del Mantegna.

1987 – Marco Caselli. Attimi in scena, Ferrara, Casa Cini; Pippo Martino, Messina, Associazione Culturale Hobelix.

1988 – Oasi nello spazio, Mantova, Palazzo Ducale; Contemporanea di … Torino, Studio Noacco.

Luigi Mainolfi, Bologna, Galleria De’ Foscherari; Thomas Schulze, (con A. Bonito Oliva), Roma, Galleria Monti.

Hossein Golba. Il colore del Tempo, Torino, Associazione Culturale L’Uovo di Struzzo.

1989 – Autoritratto, Torino, Associazione Culturale L’Uovo di Struzzo; La poetica materiale, Messina, Fiera di Messina.

Luigi Carboni (con G. Di Pietrantonio e P. Finnegan), Torino, Galleria Weber; Vittoria Chierici, Torino, Galleria Carbone.

Roberto Caracciolo, Mantova, Galleria Corraini; Sergio Floriani, Torino, Studio Noacco; Gianfranco Anastasio, Torino,

Associazione Culturale L’Uovo di Struzzo; Salvatore Astore, Milano, Galleria Valeria Belvedere.

1990 – Marcello Jori, Reggio Emilia, La Scaletta; Intercity II, (con V. Baradel e F. Poli), Venezia, Fondazione Bevilacqua-La Masa; Musica da Camera, (con B. Bandini), Ravenna Pinacoteca Comunale; Paola Ragni, Torino, Unione Culturale; Viaggio in Europa attraverso le Vues d’Optique, (con A. Milano), Milano, Palazzo Bagatti-Valsecchi

(poi Bolzano, Palazzo Mercantile; Lussemburgo, Biblioteca Nazionale; Mestre, Santa Maria delle Grazie);

Vincenzo Cabiati, Torino, Unione Culturale; Paesaggio occidentale (con F. Gualdoni), Mantova, Galleria Corraini.

La poetica materiale, Brescia, Galleria Cavellini; Parma, Galleria Mazzocchi; Roma, Galleria Oddi-Baglioni.

Luca Sanjust, Mantova, Galleria Corraini; Vincenzo Cabiati (con E. Grazioli), Udine, Galleria TAG;

Remo Gaibazzi (con M. Bertone), Parma, Galleria Mazzocchi; Giacinto Cerone, Mantova, Galleria Corraini.

1991 – Nuovi linguaggi, (con S. Cincinelli e P. Ferri), Umbertide, (Perugia), Centro per l’arte contemporanea.

La pietra e il mare. Rassegna di scultura all’aperto, (con P. Baratti, E. Di Grazia, F. Farina, C. Spadoni), Riccione, (Forlì), Palazzo del Turismo; Nomadi, San Pietro Clarenza (Catania), Centro d’arte contemporanea; Giovan Battista Piranesi (con B.Bandini e N. Ceroni), Rodi, Castello del Gran …

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Marco Ceravolo

Marco Ceravolo nasce nel 1962 a Bergamo, dove vive e lavora in via Partigiani 11,

(tel. 035-238689). La sua prima mostra personale risale al 1977, nella Galleria “Il Vicolo” di Bergamo Alta, dove espone opere esclusivamente astratte. In seguito si dedica agli studi: frequenta il Liceo Scientifico prima, e l’Università di Scienze dell’informazione dalla quale passa alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano giungendo a pochi passi dalla laurea.

Nel 1992 il critico Paolo Levi inserisce un suo grande quadro La ballerina, nel III volume di Immagine e struttura edito da Giorgio Mondadori.

Nel 1993, presenta la mostra Lo spazio segreto, con nature morte e grandi nudi femminili, trattati con uno stile figurativo, che il critico Vincenzo Pacelli ricollega alla tradizione del Realismo magico. Vince il primo Premio per la Tendenza Figurativa Moderna con l’opera Antica natura morta, nell’ambito del Premio Internazionale Novum Comun.

Nel novembre del 1993 espone tre opere presso il Palazzo della Permanente, a Milano, nell’ambito del Premio San Carlo Borromeo, segnalate dalla giuria composta da Raffaele de Grada, Gian Alberto Dell’Acqua e Mario De Micheli. Nel dicembre del 1993 presenta una personale alla Galleria d’Arte Bergamo, a Bergamo, dal titolo Natura morta antica e dintorni.

Nel 1994, nella Galleria “Antologica” a Monza espone con una mostra di nature morte intitolata da Assunta Currà L’estetica dell’inquietudine. Sempre nel 1994 è presente alla “23° Rassegna di pittura”, indetta dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Bergamo nel Comune di Vertova, con l’opera L’angolo dello studio che viene segnalata dalla giuria.

Nel 1995 espone, all’Università Luigi Bocconi di Milano, una rassegna di paesaggi inediti. Il 1 marzo 1995 riceve il premio Agenda d’oro dell’Unione Europea, premio assegnato a personaggi di spicco della cultura e dell’imprenditoria italiana.

In maggio espone alcune grandi opere pittoriche nello spazio espositivo della Galleria Poggiali …

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Il Compasso d’oro festeggia Napoli

IL COMPASSO D’ORO FESTEGGIA NAPOLI

La “Fiera della Casa” celebra il cinquantennale portando Napoli nel grande circuito del design europeo. Nei giorni di svolgimento della mostra, dal 15 al 24 giugno 2007, la rassegna antologica del Compasso d’Oro, che ha già fatto tappa a Vilnius e Ginevra, sarà ospitata nel Padiglione America Latina della Mostra d’Oltremare. Il Compasso d’Oro è il premio promosso dall’ADI, che viene assegnato ogni tre anni e rappresenta la massima espressione della creatività nel design industriale.

Il Compasso d’oro

La rassegna partenopea del Compasso d’Oro è sostenuta dalla Provincia di Napoli, con l’assessore alle Attività produttive Giacinto Russo, ed è realizzata da ADI Campania, presieduta da Claudio Gambardella, nell’ambito dell’iniziativa “Design in Mostra”. Per il secondo anno consecutivo, infatti, nella Fiera della Casa si concretizza la collaborazione fra esposizione, università e mondo delle imprese con la Meridiana Fiere di Vincenzo Petriccione, la Facoltà di Architettura della SUN, con il corso di Design Industriale diretto da Patrizia Ranzo, e l’Api Napoli (Associazione Piccole Imprese) di cui è presidente Emilio Alfano.

Tecnologia ed ecologia

I 50 anni della “Fiera della Casa” saranno celebrati dall’esposizione delle proposte per il nuovo marchio della manifestazione, frutto del concorso internazionale bandito lo scorso marzo.

Sul versante espositivo, la particolare attenzione riservata al “pianeta casa” sarà sancita da un nuovo layout che privilegia le aree d’accoglienza per i visitatori realizzate all’interno degli stessi stand degli espositori. Le proposte spazieranno dall’arredamento all’accessoristica tecnologicamente avanzata ed ecocompatibile. Fra le soluzioni che s’annunciano protagoniste di questa edizione, spiccano gli impianti per lo sfruttamento dell’energia solare, gli apparecchi e le soluzioni per depurare l’aria degli ambienti domestici.

Autore: Redazione Kitchens.it…

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Riapertura delle Scuole a Caserta

Tutti in classe, strade sotto controllo ANDREA FERRARO

L’ora «x» sta per scattare. Il dispositivo di traffico, entrato in vigore a luglio nella zona di parco Gabriella, domani è atteso alla prova del nove con l’apertura delle scuole. Al comando provinciale dei vigili urbani, diretto dal colonnello Francesco Delvino, e all’Assessorato alla Mobilità è già scattato il piano per il monitoraggio, che andrà avanti per qualche giorno.

Ai correttivi già apportati subito dopo il via del dispositivo, tra cui i divieti di sosta su un lato di via Sant’Antonio, via Mantegna e via Settembrini, se ne potrebbero aggiungere degli altri. Le fasce orarie più critiche, ovviamente, saranno quelle che coincidono con gli orari di ingresso e uscita dai complessi scolastici, molti dei quali, in particolare i circoli didattici e le scuole medie, saranno presidiati da almeno un vigile. Il monitoraggio riguarderà in particolare, oltre corso Giannone e via Roma, anche via G.M. Bosco, via Botticelli, via Settembrini e l’incrocio (abbastanza pericoloso) tra via Santorio, via Ruggiero e corso Giannone, dove già in giornata potrebbe essere integrata la segnaletica e forse installato un piccolo new jersey movibile (si sta studiando anche l’ipotesi di tornare all’antico semaforizzando l’incrocio). L’attenzione sarà anche focalizzata su via Settembrini, dove la confluenza di auto provenienti da via Botticelli e via De Gasperi rischia di mandare in tilt la circolazione con ripercussioni in centro, in particolar modo in piazza Matteotti e via Ricciardi. Cosa che già accade puntualmente anche di notte per effetto della movida (il dispositivo previsto in piazza Cattaneo, invece, sta regalando i risultati sperati). Nell’ultimo week end, dalle 23 in poi, ad esempio, via Botticelli, al suo primo esame notturno dopo il rientro dalle ferie, è stata praticamente paralizzata con code che si sono snodate fino a via Mantegna e all’incrocio tra via Giotto …

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FIERA MILANO,

Le condizioni strutturali dell’industria europea sono tali da costituire un’area a fortissima domanda di servizi fieristici.

Fiera Milano ha il primato in Europa in termini di manifestazioni, di cui 50 internazionali. Negli ultimi tre anni la media annuale é stata di:

35.000 espositori (il 19% dei quali provenienti dall’estero)

2,6 milioni di visitatori (il 16% dei quali esteri), il cui profilo é dettagliato nei grafici qui di seguito.

Per un’inpresa che voglia penetrare il mercato italiano e per l’imprenditore che si interessi ai prodotti itaiani, Fiera Milano rappresenta un’opportunitá unica.

Infatti solo gli eventi che si svolgono nel recinto fieristico milanese permettono l’incontro contemporaneo con un mercato composto da 57 milioni di consumatori e piú di un milione di imprese. Un mercato specialmente avanzato nei settori chiave per l’industria europea.

L’Italia occupa il primo posto in Europa per quanto riguarda il consumodi macchinari e prodotti tessili, di calzature e di gioielli ed il secondo per i mobili, gli articoli per la casa e le macchine utensili, senza tralasciare il dinamismo di altri settori, come l’informatica, i componenti elettronici e l’industria degli elettrodomestici.

La vocazione internazionale

In Europa oltre 400.000 imprese, delle quali 90.000 italiane, partecipano ogni anno alle 500 manifestazioni a carattere internazionale del calendario fieristico, il 26% delle quali si svolge in Italia.

Di queste ultime, quasi il 40% si tengono a Fiera Milano, che é quartiere leader in Europa in termini di metri quadrati venduti e manifestazioni ospitate.

A livello internazionale, Fiera Milano opera attraverso tre principali strumenti:

una capillare rete di uffici in tutto il mondo;

societá partecipate che coadiuvano le imprese nello sviluppo di specifiche attivitá di marketing;

accordi con i principali centri espositivi del mondo.

Questo sviluppo comporta uno schema di internazionalizzazione necessario per raggiungere due obbiettivi principali:

incoraggiare la presenza di espositori e visitatori …

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Semproniano – Maremma Toscana

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Nelle campagne di Semproniano (stazione climatica) a 661 mt. Sul livello del mare, nel cuore dell’alta maremma, circondato da boschi e pascoli, su un colle si erge l’antico casale de “I Monti”.

Qui la natura incontaminata, ha creato un’oasi di pace e tranquillità.

L’attività agricola è orientata prevalentemente all’allevamento di ovini e bovini, oltre ai tradizionali prodotti quali funghi (in autunno), ortaggi, uova, olio, miele etc… che potrete assaporare soggiornando in azienda.

Il casale risale a circa due secoli fa, costruito interamente in pietra locale, è stato recentemente ristrutturato, curando ogni antico particolare del rispetto delle sue origini, ottenendo così un ambiente rustico molto accogliente.

Sono a disposizione degli ospiti 5 confortevoli camere, 3 servizi e due cucine tutte modernamente attrezzate.

Nelle vicinanze si possono trovare riserve naturali e parchi attrezzati, per ammirare la fauna tipica di queste zone, centri convenzionati e maneggi per indimenticabili escursioni su sentieri e percorsi di epoca Etrusca.

Potrete visitare paesi e città di notevole interesse storico-artistico, antichi insediamenti etrusco-romani, numerosi scavi archeologici, oltre a godere sempre “dell’aria buona” e della quiete da sempre regina di questi luoghi.

Semproniano sorge su un poggio di Travertino nella valle del fiume Albegna, in un paesaggio collinare ricco di viti ed olivi, è localizzato nelle vicinanze delle Terme di Saturnia e delle aree Etrusche di Sovana e Pitigliano.

A 40 Km dal Monte Amiata e 60 Km dal Mare.…

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Claudia Romani – Personaggi

Alcune interessanti testimonianze le hanno lasciate dei personaggi celebri contemporanei di Gesù:

Giuseppe Flavio, storico giudeo, scrisse in “Antichità Giudaiche”, libro XVIII:

” In quel tempo, ai dì di Pilato, fu Gesù, uomo saggio, se è possibile chiamarlo uomo, poiché Egli fece molte meraviglie. Egli insegnava la verità a coloro che volevano essere istruiti. Attirò a lui molti Giudei ed anche pagani. Egli era il MESSIA. Fu accusato davanti a Pilato dai capi della nazione e Pilato lo fece crocifiggere. Ma coloro che l’avevano amato prima continuarono ad amarlo. Il terzo giorno si fece vedere di nuovo vivente, come i santi profeti avevano parlato di Lui. La setta dei Cristiani che da lui prese il nome sussiste ancora oggi”.

Sempre Giuseppe Flavio, dal Libro XX: “Giacomo, fratello del Signore chiamato Cristo”.

Giustino, filosofo morto nel secondo secolo (165) afferma che Gesù era nato nella stalla di Betlemme.

LA TESTIMONIANZA DEGLI AVVERSARI

Ve ne sono diverse, esse contestano gli insegnamenti del Cristo, la sua figura di Messia, ma mai mettono in dubbia la sua realtà storica:

Tacito, storico romano: “Per far cessare queste voci ( che lo volevano colpevole dell’incendio di Roma), Nerone inventò dei colpevoli e punì con i più raffinati tormenti coloro che … il volgo chiamava Cristiani. Il nome derivava da Cristo, il quale, sotto l’imperatore Tiberio, era stato condannato al supplizio dal procuratore Ponzio Pilato. Questa esecrabile superstizione, soffocata per il momento, dilagava di nuovo, non solo attraverso la Giudea, dove quel male era nato, ma anche in Roma” (Annali, lib. XV, cap. 44).

Svetonio, storico romano: “Claudio cacciò da Roma i Giudei (Giudeo-Cristiani) che fomentavano dei subbugli in nome di Cristo” (vita di Claudio, cap. 25).

Altre testimonianze di questo tipo le troviamo in Celso, Porfirio, Giuliano l’apostata, e Tryfone.

L’ARCHEOLOGIA

L’archeologia ci apporta un contributo …

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