2. Usare il Telnet e sopravvivere

Viste le premesse, allo scopo di simulare la connessione di un client POP (ossia fare le veci di un normale client di posta quale l Outlook o l Eudora) ad un server POP, possiamo utilizzare un programma di Telnet, utilizzato dalla notte dei tempi per accedere da una postazione remota (da pochi metri a centinaia di chilometri) ad un sistema mainframe o un server Unix centrale: pensiamo di poterlo utilizzare per accedere dal nostro PC al “Prompt di DOS” di un altra macchina.

Detto questo, armatevi di un programma di Telnet e fate mente locale sui dati utilizzati per la configurazione della vostra casella di posta!

Come programma di Telnet potreste usare il telnet.exe di Windows 95/98/NT (lo trovate nella directory C:Windows o lo potete lanciare dalla voce Esegui del menù di Avvio, scrivendo semplicemente telnet), ma se siete di gusti difficili cercatevi un equivalente: CRT o QvtTerm sono tra i preferiti del grande pubblico.

Un paio di premessa sono sicuramente utili: abilitate il “local echo” (o eco locale) del programma telnet scelto, altrimenti potreste non vedere i comandi che analizzeremo mentre li digitate! In modo analogo, se dovrete in seguito utilizzare il telnet per effettuare una vera sessione telnet su un server, dovrete disabilitare la caratteristica di eco locale: in caso contrario i caratteri da voi scritti appariranno a video duplicati! Nel caso del Telnet di Windows è possibile intervenire sull eco locale dei caratteri tramite la voce di menù Terminal/Preferences/Local Echo.

E sicuramente comodo inoltre (vedremo che in taluni casi sarà anche necessario) intervenire sulle dimensioni del buffer di linee del Telnet da voi scelto: si tratta del numero di linee che il programma telnet tiene mantiene in memoria, permettendone la visualizzazione tramite barra di scorrimento. Supponendo che abbiate deciso di usare il Telnet di Windows, potete intervenire sulla voce di menù Terminal/Preferences/Buffer Size.

3. Il Telnet in porta 110: c è qualcuno?

I dati relativi alla configurazione della vostra casella di posta che servono sono semplicemente il nome (o indirizzo) del POP server (anche chiamato Incoming Mail Server, o “server di posta in arrivo”), e i dati relativi all autenticazione sullo stesso: il nome del vostro account e la vostra password.

A titolo di esempio, io userò “mail.server.it” come POP3 server, “utente” come nome dell account e “segreta” come password.

Utilizzando il programma client telnet da voi scelto, aprite quindi una connessione verso il server di posta, ponendo particolare attenzione al numero di porta su cui instaurare il colloquio: salvo diverse configurazioni, i client telnet tentano la connessione sulla porta 23, in quanto il servizio telnet, lato server, risponde di norma su tale porta.

Parlando di porta si potrebbe/dovrebbe divagare, ma basti al momento pensare che è un numero che definisce univocamente un particolare servizio. Un organizzazione chiamata IANA si occupa da tempo di organizzare e regolamentare un elenco di porte per i servizi diffusi in internet. Per questo alcuni WKS (acronimo di Well Known Services, ossia “servizi ben noti”) sono identificati in maniera standard da un numero di porta: 23 per il servizio telnet, 110 per il servizio POP3, 25 per il servizio SMTP e così via.

Una particolarità: a differenza di altri protocolli, in corrispondenza del passaggio di versione da 2 a 3, si è deciso di utilizzare un nuovo numero di porta, cosicché il POP2 prevede l uso della porta 109, mentre il servizio POP3 viene erogato sulla porta 110. Tali numeri rappresentano le porte standard registrate alla IANA, ma il gestore del vostro mail server potrebbe aver deciso di utilizzare un numero diverso di porta. Non meno, è alquanto probabile che il gestore di un mail server abbia attivato un server POP3 su entrambe le porte e quindi sia indifferente l uso di 109 o 110 come porta.

Ma ora bando alle chiacchiere: non aspettiamo altro tempo per “telnettare” sulla porta 110 del nostro server! Nel mio caso, lavorando con una shell di un sistema Linux, digiterò il seguente comando:

telnet mail.server.it 110

A questo punto il server di posta ci risponde presentando quello che viene spesso chiamato “welcome banner” e rimane in attesa dei dati relativi all autenticazione:

+OK POP3 server ready

Generalmente il banner è utile per definire quale software (server POP) sia in uso dal nostro interlocutore, normalmente anche con riferimento alla versione. Per esempio, se il mio mail server utilizzasse l ultima versione del qpopper della Qualcomm, il banner potrebbe essere:

+OK QPOP (version 3.0b18) at mailer.server.it starting.

A seconda dei casi il banner che otterrete voi sarà quindi diverso.

Anzi, in situazioni meno simpatiche qualcuno potrebbe aver ottenenere una segnalazione di “connection refused” (o connessione rifiutata): il client telnet non sarebbe in grado di stabilire la connessione al server sulla porta indicata! Occorre quindi controllare di aver specificato il numero di porta corretto, e verificate di aver introdotto il nome (o l indirizzo) del vostro server POP, soprattutto qualora sia diverso dal server SMTP. Se i dati sono corretti allora è il server che ha dei problemi!

Un messaggio tipo “connection refused” o “connection lost” (il messaggio vero e proprio dipende dal client telnet in uso) indica appunto che sul server non è in funzione il programma in grado di gestire il colloqui sulla porta indicata e nel nostro caso si tratta del server di posta.

4. Facciamoci riconoscere: l autenticazione

Supponendo invece che tutto sia andato per il meglio, forniamo i dati in nostro possesso necessari per l autenticazione, utilizzando i comandi “user” e “pass” (possono essere introdotti indipendentemente a caratteri maiuscoli, minuscoli o in qualsiasi combinazione, come tutti gli altri comandi che vedremo):

C: user utente