lunedì 11 settembre 2000

“Le responsabilità di aver mantenuto un campeggio nell’area golenale del torrente sono numerose e gravissime: ci risulta che il campeggio travolto dalle acque fosse in pratica nell’alveo del fiume, dunque in un’area naturalmente esondabile”. Così FABIO ROGGIOLANI, Capogruppo dei VERDI in Consiglio Regionale e responsabile nazionale del Forum dei VERDI sul dissesto idrogeologico ha commentato le tragiche notizie sullo straripamento del torrente a Soverato nella zona ionica catanzarese.

“Conosco, per esperienza personale, la situazione delle fiumare calabresi, occupate negli alvei da abitazioni, coltivazioni e da un camping folle come quello di Soverato. In più le luci dei ponti che attraversano queste fiumare per la strada ionica e per la ferrovia sono assolutamente insufficienti ad accogliere l’acqua nei momenti di piena, prima e dopo. Sarno i nostri appelli sono rimasti inascoltati.”

“Cinque anni fa – ricorda Roggiolani – nella zona tra Cariati Marina e Mandatoriccio Mare bastò un temporale di un’ora per far scomparire dalla vista per metà pomeriggio l’intera strada ionica, con acqua alta oltre un metro, conservo le foto di quell’evento, che dimostrano come la colpa di tutto fosse della tombatura dei torrenti nel loro tratto finale. Resto comunque allibito a pensare come, dopo oltre 24 ore di pioggia, non si sia pensato di evacuare il campeggio, come le previsioni del tempo regionali non abbiano messo in stato di allerta le zone interessate: i danni erano inevitabili ma le vite si potevano e si dovevano salvare. Quella zona doveva essere indicata fra le aree a maggior rischio dal Decreto Sarno”.

“Il dramma che si è compiuto nel campeggio di Soverato dimostra con tragica evidenza l’urgenza di rimuovere le situazioni di altissimo rischio che ancora esistono e l’esigenza assoluta di non crearne di nuove, come già abbiamo affermato in Consiglio Regionale in merito all’insediamento produttivo di Dolce e Gabbana a Incisa Valdarno, quindi proprio qui in Toscana” .

Urgente e non più rinviabile è poi il coordinamento, sotto la direzione del Lamma, di tutto il sistema di rilevamento pluviometrico e la messa in rete consultabile in tempo reale da tutti i soggetti delegati a svolgere compiti di prevenzione, così come e’ essenziale che i piani di evacuazione di protezione civile siano messi a punto per tutte le zone a rischio.

“Il fiume impresta, non vende – dicevano i nostri nonni – e se i Sindaci non sono in condizione di rimuovere le situazioni di rischio, lo devono fare le Regioni o lo Stato, prima che sia troppo tardi”