Alcune interessanti testimonianze le hanno lasciate dei personaggi celebri contemporanei di Gesù:

Giuseppe Flavio, storico giudeo, scrisse in “Antichità Giudaiche”, libro XVIII:

” In quel tempo, ai dì di Pilato, fu Gesù, uomo saggio, se è possibile chiamarlo uomo, poiché Egli fece molte meraviglie. Egli insegnava la verità a coloro che volevano essere istruiti. Attirò a lui molti Giudei ed anche pagani. Egli era il MESSIA. Fu accusato davanti a Pilato dai capi della nazione e Pilato lo fece crocifiggere. Ma coloro che l’avevano amato prima continuarono ad amarlo. Il terzo giorno si fece vedere di nuovo vivente, come i santi profeti avevano parlato di Lui. La setta dei Cristiani che da lui prese il nome sussiste ancora oggi”.

Sempre Giuseppe Flavio, dal Libro XX: “Giacomo, fratello del Signore chiamato Cristo”.

Giustino, filosofo morto nel secondo secolo (165) afferma che Gesù era nato nella stalla di Betlemme.

LA TESTIMONIANZA DEGLI AVVERSARI

Ve ne sono diverse, esse contestano gli insegnamenti del Cristo, la sua figura di Messia, ma mai mettono in dubbia la sua realtà storica:

Tacito, storico romano: “Per far cessare queste voci ( che lo volevano colpevole dell’incendio di Roma), Nerone inventò dei colpevoli e punì con i più raffinati tormenti coloro che … il volgo chiamava Cristiani. Il nome derivava da Cristo, il quale, sotto l’imperatore Tiberio, era stato condannato al supplizio dal procuratore Ponzio Pilato. Questa esecrabile superstizione, soffocata per il momento, dilagava di nuovo, non solo attraverso la Giudea, dove quel male era nato, ma anche in Roma” (Annali, lib. XV, cap. 44).

Svetonio, storico romano: “Claudio cacciò da Roma i Giudei (Giudeo-Cristiani) che fomentavano dei subbugli in nome di Cristo” (vita di Claudio, cap. 25).

Altre testimonianze di questo tipo le troviamo in Celso, Porfirio, Giuliano l’apostata, e Tryfone.

L’ARCHEOLOGIA

L’archeologia ci apporta un contributo indiretto: ci conferma i dati relativi all’ambiente degli evangeli, per esempio: le monete di cui si parla, i personaggi, i luoghi, la struttura delle sinagoghe, e ci fornisce iscrizioni come quella di Pilato a Cesarea Marittima, e dei sommi sacerdoti.

Tutti questi argomenti, di per sé molto validi, non provano però che una parte del personaggio Gesù: quella storica, anche se in termini di personaggio straordinario.

Gesù, però, affermò di essere l’inviato speciale di Dio, il Figlio stesso di Dio, la Verità, l’unico che poteva salvare gli uomini. Gesù ha affermato di essere Dio venuto in carne, ha invitato ad amare lui più di ogni altro, più di se stessi, dei propri familiari o della propria vita! COME Sl PUO’ SOSTENERE QUESTO?

LA TESTIMONIANZA DELLA STORIA E DELLA SCRITTURA

L’argomento principale che troviamo in tal senso nella Parola di Dio è quello che poggia sulla Profezia. Per suo mezzo notiamo che vi è una misteriosa e fantastica concordanza fra storia, archeologia e profezia: 1Co 15:1-6.

L’attesa del Messia, la sua venuta, costituiscono l’argomento centrale dell’intera Scrittura, dalla Genesi fino alla manifestazione degli ultimi profeti dell’Antico Testamento; essa copre tutta la rivelazione come una luce che va aumentando.

La Sua opera, l’origine, la discendenza, il tempo e il luogo della Sua venuta, la

Sua persona, la Sua natura: tutto fu chiaramente predetto e tutto coincide con quanto detto in proposito da storici, da avversari e dall’archeologia stessa.

Ecco una sintesi di predizioni:

I Circa le sue origini

a) figlio di Dio:

“Poiché un fanciullo ci è nato, un figliolo ci è stato dato, e l’imperio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace…” Is 9:5, cfr Sl 2:7

b) figlio dell’uomo, nato da una vergine:

“Perciò il signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figliolo, e gli porrà nome Emmanuele”. Is 7:14

c) della tribù di Giuda:

“Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né il bastone del comando di fra i suoi piedi, finché venga Colui che darà il riposo, e al quale ubbidiranno i popoli”. Gn 49:10.

d) discendente di Davide:

“Ecco, i giorni vengono, dice l’Eterno, quand’io farò sorgere a Davide un germoglio giusto, il quale regnerà da re e prospererà, e farà ragione e giustizia nel paese. Ai giorni d’esso, Giuda sarà salvato, e Israele starà sicuro nella sua dimora: e questo sarà il nome col quale sarà chiamato: ‘l’Eterno nostra giustizia'”. Ger 23:5,6.

e) da Betlemme:

“Ma da te, o Bethlehem Efrata, piccola per esser tra i migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni”. Mic 5:1.

II Come doveva essere trattato

a) tradimento:

“E io dissi loro: ‘ Se vi par bene, datemi il mio salario; se no, lasciate stare’. Ed essi mi pesarono il mio salario; trenta sicli d’argento. e’ l’Eterno mi disse: ‘Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo al quale m’hanno stimato!’ E io presi i trenta sicli d’argento, e li gettai nella casa dell’Eterno per il vasaio”. Za 11:12,13.

b) crocifisso:

“Poiché cani m’han circondato; uno stuolo di malfattori m’ha attorniato; m’hanno forato le mani e i piedi”. Sl 22:16.

c) nessun osso rotto: cfr. Sl 22:17 e Gv 19:35-37

d) abiti spartiti: cfr. Sl 22:18 e Gv 19:23,24

III Il suo destino