– settembre 9, 2009Postato in: OPINIONI

La decisione del leader liberale Michael Ignatieff di togliere l’appoggio al governo Harper è una mossa molto coraggiosa ma anche pericolosa e che potrebbe portare alla fine della sua carriera. Ciononostante, era una mossa che doveva fare per rimettere il partito in carreggiata.

Ignatieff ha capito che per diventare primo ministro deve prima diventare leader dell’opposizione, ruolo questo che fino ad oggi ha lasciato nelle mani del leader dell’Ndp, Jack Layton, e quello del Bloc Québécois, Gilles Duceppe, mentre lui ha tenuto a braccetto Harper.

Questo ha contribuito a creare confusione sulle posizioni dei liberali che si propongono come alternativa al primo ministro Harper, senza comunque presentare delle proposte concrete. I liberali hanno meditato su questo per tutta l’estate ma la decisione finale è stata presa solamente nella riunione del caucus a Sudbury. E questo è un grosso problema in quanto tale decisione necessitava di un lavoro preparatorio che durante l’estate non è stato fatto.

Sono convinto che nemmeno l’Ndp e il Bloc sono desiderosi di andare alle urne e quindi erano ben lieti che fossero i liberali ad evitarle assumendosi la responsabilità di fronte agli elettori.

Ignatieff, da parte sua, sarebbe lieto di sguinzagliare i suoi deputati attaccando Harper, ma ciò funzionerebbe solamente se l’Ndp o il Bloc garantissero l’appoggio al governo evitandone la caduta.

Ciò, purtroppo per Ignatieff, non accadrà in quanto l’Ndp ha già fatto capire di non essere disponibile per un accordo con i conservatori e Duceppe ha ieri ufficializzato tale posizione.

Ciò potrebbe essere molto pericoloso per Ignatieff.

Immaginiamo per un momento un accordo limitato tra Layton e Harper sulle carte di credito, protezioni delle pensioni o qualche concessione sulla riforma dell’Employment Insurance. Il governo supera l’inverno con Layton che potrebbe, giustamente, reclamare un ruolo più importante dei liberali negli affari del Paese. Tra l’altro Layton potrebbe dire che il suo appoggio non è stato dato gratuitamente, come nel caso dei liberali e, in primavera, potrebbe essere lui a provocare le elezioni oppure costringere i liberali a continuare nell’appoggio.

Ciò comunque non accadrà in quanto un accordo, anche se limitato, tra socialisti e conservatori, sebbene se è già stato sperimentato in Europa, non è ancora fattibile in Canada. Per questo credo che si andrà alle urne entro la fine di questo autunno.E, come si vede dagli ultimi sondaggi, le cose non si mettono molto bene per i liberali.

Ignatieff si trova incastrato tra la necessità di differenziarsi dai conservatori e dall’altra parte la mancanza di tempo a disposizione per presentare un piano alternativo. Sotto questo punto di vista il letargo dei liberali durante tutta l’estate potrebbe rivelarsi un errore fatale.

Insomma si prevedono tempi duri per i liberali, per i quali la carta migliore da giocare per vincere le elezioni è ancora quella che dovrebbe dare loro Harper, sotto forma di un grosso errore durante la campagna o di qualche gaffe che imbarazzerebbe il governo.

Non è una cosa da escludere, ma mi sembra decisamente troppo poco per un leader che è disposto a giocarsi la sua carriera su una elezione che i canadesi non vogliono, i suoi deputati preferirebbero evitare ma che potrebbe segnare anche la fine della sua carriera.