Il Tribunale di Napoli ha sollevato una questione di legittimità costituzionale riguardo alla norma del Codice della Proprietà Industriale che ha imposto l’adozione del rito societario per tutti i procedimenti giudiziari in materia di proprietà industriale e di concorrenza sleale interferente con la proprietà industriale.

Il Tribunale di Napoli dubita della legittimità costituzionale delle norme che hanno portato all’estensione del rito societario a tutti i procedimenti giudiziari in materia di proprietà industriale e di concorrenza sleale interferente con la proprietà industriale.

Nell’ambito di un procedimento, iniziato nell’ottobre 2005, volto ad accertare la contraffazione di un marchio, il Tribunale ha emesso un’ordinanza, datata 12 aprile 2006, con la quale ha sospeso il procedimento per sottoporre alla Corte Costituzionale alcuni rilievi, essenzialmente tendenti a stabilire se

l’articolo 134, comma 1 del Codice della Proprietà Industriale, che ha imposto l’adozione del rito societario, come delineato dal Decreto Legislativo n. 5/03, per tutti i procedimenti giudiziari in materia di proprietà industriale e di concorrenza sleale interferente con la proprietà industriale

gli articoli 15 e 16 della Legge n. 273/02, che avevano delegato il governo ad emanare decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di proprietà industriale e diretti ad assicurare una più rapida ed efficace definizione dei procedimenti giudiziari in materia di proprietà industriale

siano contrari all’articolo 76 della Costituzione, secondo il quale l’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al governo se non con determinazione di principî e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti .

Nell’ordinanza il Tribunale, fra l’altro, dubita che la delega conferita al governo dagli articoli citati della Legge n. 273/02 determinasse principi e criteri direttivi per oggetti definiti, e sottolinea comunque che il rito societario previsto dal Decreto Legislativo n. 5/03 non è affatto semplificato, rispetto a quello ordinario, ma anzi è alternativo a quest’ultimo dunque la sua adozione non avrebbe seguito il criterio di assicurare una definizione rapida dei procedimenti giudiziari.