Economia e Lavoro

Il paperone dei manager reggiani è ancora una volta Fulvio Montipò. Come già gli è accaduto altre volte in passato, il fondatore di Interpump è stato il dirigente d’azienda meglio retribuito nella nostra provincia e dintorni. Nel 2014, l’anno della storica acquisizione di Walvoil, Montipò ha percepito una retribuzione lorda di 1 milione e 750mila euro, più azioni Interpump per un controvalore di 587mila euro. Totale: 2 milioni e 337mila euro. Al secondo posto viene un altro manager del gruppo di S. Ilario, il vicepresidente e amministratore delegato Paolo Marinsek, con compensi per 960mila euro e 188mila euro in azioni della società. Sono cifre che fanno sempre un certo effetto.

Dopo Interpump, gli stipendi più elevati sono quelli delle banche. Nel settore industriale e dei servizi, invece, alle spalle di Montipò e Marinsek ci sono i manager di punta di Servizi Italia, azienda controllata da Coopservice: l’anno scorso Luciano Facchini, presidente e amministratore delegato, ha incassato 510mila euro lordi, il vice Enea Righi 477mila. Poi viene un’azienda ceramica come Panaria. La retribuzione più robusta in questo caso è quella del presidente Emilio Mussini, con 452mila euro, seguito dai due amministratori delegati: Giuliano Pini con 429mila e Paolo Mussini con 367mila.

Più sobri gli stipendi elargiti ai top manager da Emak, Landi Renzo e Iren. In Emak il compenso con più zeri è quello da 343mila euro di Fausto Bellamico, presidente e amministratore delegato. Stefano Landi, anch’egli presidente e amministratore delegato dell’azienda di famiglia, ha percepito nel 2014 329mila euro, mentre ai vertici di Iren il numero uno Francesco Profumo si è fermato a 175mila euro. La retribuzione più elevata nel 2014 è stata quella dell’ex amministratore delegato Nicola De Sanctis, con 367mila euro, a cui bisogna però aggiungere anche l’ormai famosa buonuscita da 950mila euro.

Questo è il quadro per le aziende quotate in Borsa. In un prossimo servizio ci occuperemo delle retribuzioni dei manager della banche di casa nostra.