Energia, in Italia le tariffe peggiori

L’Authority: non può decidere Enel a chi vanno le centrali

Il presidente Ranci: svincolare il prezzo del gas dal petrolio. Letta: “Opv sul 100% di Eurogen”

di LUCIO CILLIS

ROMA – Primi in Europa, ma nella classifica sbagliata: quella dei peggiori. E in “materie” d’esame come gas e energia elettrica che influenzano pesantemente i bilanci familiari. Ieri è salito in cattedra Pippo Ranci, presidente dell’Autorità che si occupa appunto di energia, sia tra le mura di casa che nell’industria. La relazione annuale dell’Authority ha bacchettato con severità il comparto energetico italiano: siamo al top europeo sia per il caro-tariffe che le disfunzioni nel servizio.

Un settore pressato come mai prima dal prezzo del petrolio, che ha infiammato i mercati e portato qualche problema nelle case delle famiglie. Sono tardivi i cali registrati dall’oro nero nelle ultime ore (sotto i 30 dollari al barile e produzione in aumento nei prossimi giorni) con un conseguente aumento delle bollette: dal ’99 ad oggi, le tariffe dell’elettricità e del metano sono salite a ritmi ben superiori al tasso di inflazione. Fa arrossire il confronto con la media europea al netto delle imposte: una famiglia italiana paga un conto (per la luce) più caro del 20%; e ancor più salato è l’incremento sostenuto dalle imprese che hanno subìto un aumento pari al 30%.

Sul fronte gas la situazione resta deprimente se messa a confronto con i partner europei (più 7%). Per il presidente dell’Authority Ranci (tasse escluse) “i divari si accrescono”. Gas a caro prezzo dunque: scendendo nei particolari, Napoli registra un costo per tariffe domestiche quasi doppio rispetto a L’Aquila. La media nazionale è di 760 lire al metro cubo ma a Napoli e Palermo, i costi lievitano anche di 100 lire in più. E oltre alla batosta dei prezzi gli italiani subiscono il peggior servizio d’Europa in fatto di elettricità: nonostante vengano pagate 410 lire al kilowattora (contro le 247 continentali) ogni utente nel nostro paese subisce ben 4,1 interruzioni all’anno contro le 1,3 della Francia e lo 0,9 degli inglesi.

I commenti. Le bacchettate di Ranci hanno toccato il settore delle liberalizzazioni delle centrali Enel. La gestione di queste cessioni necessita “soggetti nuovi” che diano un impulso “decisivo”, e che siano indipendenti e senza alcun coordinamento con l’azienda madre. Il ministro dell’ Industria Enrico Letta ha confermato l’intenzione di un ricorso ad una “Opv” per il 100% del capitale dell Eurogen, la più grande delle tre società Enel (che ha ereditato più di 8 mila megawatt di centrali). Letta condivide poi “dalla A alla Z” la relazione di Pippo Ranci. Sulla stessa lunghezza d’onda l’amministratotre delegato dell’Eni Vittorio Mincato mentre è più critico il presidente dell’azienda elettrica nel mirino, Chicco Testa: “Un’accelerazione del processo? Noi facciamo il possibile – ha spiegato Testa – Evitiamo però il rischio che diventi un tormentone”. Infine l’Authority per l’Energia è pronta ad uno sganciamento del prezzo del gas dalle quotazioni petrolifere. E questo, secondo Pippo Ranci, per favorire “lo sviluppo di mercati organizzati del gas anche in Europa, così come nel Nord America”.