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Da ieri abbiamo tentato di metterci in contatto direttamente con i sei consiglieri regionali coinvolti dall’inchiesta dei rimborsi facili. Non senza difficoltà. Fabio Filippi (Pdl), non ha mai risposto al suo cellulare. Rita Moriconi (Pd), dopo un nostro invito attraverso la sua segretaria, non ha trovato il tempo di contattarci. Beppe Pagani in una nota stampa ha elencato le sue spese finite sotto osservazione. Il totale, ce lo ha comunicato al telefono, è sui 4800 euro. 1752 euro riguardano attività di rappresentanza istituzionale, 900 euro sono spese postali, altri 900 per spostamenti su mezzi pubblici e taxi, 650 euro, inoltre, sono per spese telefoniche, e 464 per pernottamenti in hotel da parte di relatori invitati dal consigliere a iniziative.

Liana Barbati (Idv) via sms ci ha ricordato che i suoi conti sono online dal 2010 e che le spese a lei contestate riguardano iniziative tutte finalizzate a presentazione di atti assembleari. Matteo Riva, sempre tramite messaggio, ha declinato la nostra richiesta di intervista poiché deve prima relazionarsi con il proprio avvocato. Marco Barbieri con l’avvocato ha già parlato, ha ricevuto il consigio di non dire a quanto ammontano le spese chiamato a chiarire, ma ci ha comunque detto che sono superiori a quelle sostenute dal collega Pagani.

‘Si tratta di spostamenti in treno, ristoranti, iniziative, cose molto spiegabili, spero in tempi molto brevi’, ci spiega il consigliere Pd. Barbieri, all’ultima seduta dell’Assemblea legislativa, ha avuto il ruolo di relatore del bilancio della Regione. Così racconta il clima che si è respirato: ‘Molta amarezza, non è stata una festa di fine legislatura’. L’alto numero di consiglieri coinvolti, appartenenti a tutti gli schieramenti fa pensare che qualcosa non andava nel regolamento sui rimborsi. ‘Forse prima si poteva troppo. Da fine 2012 non c’è più nessun tipo di rimborso possibile per i consiglieri, perché abbiamo cambiato la legge’.