ITALIA: GIURISPRUDENZA

La prima vendita esaurisce sia il diritto d’autore che la responsabilità della violazione Il 7 aprile 1999 la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza interessante sul tema dell’esaurimento del diritto d’autore. Delta video era licenziataria per l’Italia dei diritti esclusivi di sfruttamento economico di diversi film di Alfred Hitchcock, tra i quali la pellicola “Notorious”, che la Capital Video aveva riprodotto su videocassette. La Messaggerie Periodici (M.P.) era stata incaricata della distribuzione nazionale di tali videocassette, che venivano vendute unitamente a una pubblicazione mensile prodotta dalla Skema s.r.l.

Nella causa intentata dalla Delta Video, la Corte d’Appello di Roma con sentenza del 13 novembre 1995 dichiarava che il film in questione non era caduto ancora in pubblico dominio in quanto si applicava il D.P.R. 19/1979 che aveva elevato a 50 anni (dai precedenti 30) la durata dei diritti di sfruttamento, e che quindi anche la Skema s.r.l. e la M.P., insieme alla Capital Video, erano responsabili della violazione della legge sul diritto d’autore.

La M.P. si è rivolta alla Cassazione, sostenendo che erano state applicate falsamente le leggi sul diritto d’autore, che le decisioni precedenti non erano sufficientemente fondate, e quindi la M.P. non poteva essere considerata corresponsabile dell’abuso. Secondo la ricorrente, non era stato applicato il principio dell’esaurimento del diritto d’autore: dato che la violazione aveva avuto luogo con la riproduzione dell’opera, e che anche le prima vendita era stata effettuata dalla Capital Video, che la M.P. aveva svolto soltanto un ruolo di distribuzione, secondo il principio dell’esaurimento del diritto la M.P. non poteva essere considerata responsabile.

Obiettava la Delta Video che affermare la non responsabilità del distributore avrebbe permesso di aggirare la legge, trasformando i centri di distribuzione in altrettanti magazzini franchi di copie illegittime di opere coperte da diritto d’autore. Inoltre, la teoria dell’esaurimento del diritto era sempre stata applicata a copie legittime, e non poteva applicarsi a copie prodotte illegalmente.

L’opinione della Suprema corte, in linea con la propria giurisprudenza precedente, è stata che:

La violazione del diritto d’autore ha luogo tramite la riproduzione illegittima di opere.

La vendita di tali copie illegittime diviene essa stessa una violazione solo quando è legata ad una attività di produzione illegale.

Il trasferimento di videocassette a un servizio di distribuzione costituisce in sé un primo atto di vendita, che in questo caso era stato effettuato dalla Capital Video e di cui la M.P. era stata solo la destinataria.

Nel caso in questione, solo l’autore dell’atto di riproduzione illegittima e di trasferimento a un servizio di distribuzione poteva essere condannato al risarcimento del titolare dei diritti.

12 settembre 1999