SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorsi depositati presso la segreteria della Commissione in data 15 giugno 1996, i ricorrenti B.F., R.M., R.C. e la società semplice Eureka Eureka si costituivano in giudizio ai sensi dell’articolo 22 del D.Lgs. n. 546, 1992.

L’Ufficio provinciale IVA di Torino si costituiva in giudizio ex art. 23 del D.Lgs. n. 546/1992, in data 10 settembre 1996, depositando le proprie controdeduzioni.

Analogamente, l’Ufficio Distrettuale delle imposte dirette di Chivasso si costituiva in giudizio in data 20 novembre 1996.

All’udienza del 22 settembre 1997, tutte le cause, sia quelle per le quali era stata richiesta la pubblica udienza, sia quelle da decidersi in camera di consiglio, vengono riunite sull’accordo delle parti presenti.

Nei loro ricorsi i ricorrenti lamentano il rigetto da parte dell’Ufficio provinciale IVA di Torino e dell’Ufficio distrettuale delle imposte dirette di Chivasso della istanza per l’ottenimento del rilascio delle proposte di accertamento con adesione per gli anni 1991, 1992 e 1993 di cui al D.L. n. 564/1994, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 656/1994, rigetto avvenuto con il provvedimento n. 32840/1996, per quanto concerne l’Ufficio provinciale IVA di Torino e con provvedimento n. 3770 per quanto concerne l’Ufficio distrettuale delle imposte dirette di Chivasso.

Nel provvedimento impugnato ambedue gli Uffici amministrativi giustificavano il rigetto dell’istanza sulla base dell’esistenza di un processo verbale di constatazione elevato con esito positivo in data 3 febbraio 1994, regolarmente notificato ai ricorrenti e dagli stessi sottoscritto.

Tale verbale, secondo l’Amministrazione, poneva in essere una delle cause ostative al rilascio della proposta di accertamento con adesione al sensi degli articoli 2 quinquies e 3 del citato D.L. n. 564/1994.

L’articolo 3 citato, infatti, dispone che “la definizione non può essere effettuata se, entro il 20 maggio 1995, è stato notificato processo verbale di constatazione con esito positivo ai fini delle imposte sul reddito o dell’imposta sul valore aggiunto”.

ricorrenti negano, invece, che tale verbale possa costituire la causa ostativa indicata dall’Ufficio e questo perchè sarebbe tale solo la notifica di un processo verbale, dovendosi intendere come notifica quel procedimento disciplinato dagli articoli 137 e segg., c.p.c..

Sulla base di tali argomentazioni, i ricorrenti chiedono l’annullamento del provvedimento di rigetto e la condanna dell’Ufficio al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento dei danni ex art. 96, c.p.c., trattandosi di lite temeraria con danno risarcibile per mala fede, quantificando il valore della lite sulla base del processo verbale di constatazione riportato negli avvisi di rettifica che l’Ufficio IVA e l’Ufficio distrettuale delle imposte dirette hanno successivamente notificato ai ricorrenti.

Nelle loro controdeduzioni, sia l’Ufficio Provinciale IVA, che l’Ufficio imposte dirette di Chivasso confermano i motivi già espressi nel provvedimento impugnato, argomentando che il termine “notificato” riportato dalla legge n. 427/1995 debba intendersi in senso “atecnico”, non riferendosi alle modalità di cui ai citati articoli 137 e segg., c.p.c., bensì secondo il disposto del sesto comma dell’art. 52 del D.P.R. n. 533/1972.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con la norma contenuta nell’articolo 3 del D.L. 30 settembre 1994, n. 564, convertito dalla legge 30 novembre 1994, n. 656, come modificato dalla legge 18 ottobre 1995, n. 427 (di conversione del D.L. 9 agosto 1995, n. 345) il legislatore ha voluto escludere dalla possibilità di usufruire delle agevolazioni di cui all’accertamento con adesione (cosiddetto “concordato di massa”) tutti quei contribuenti che alla data del 20 maggio 1995 avessero una posizione controversa nei confronti dell’Amministrazione tributaria

Per effettuare tale esclusione, si imponeva la necessità di collegare l’esclusione stessa a fatti ben precisi e di assoluta certezza che l’articolo 3 più volte citato riconduce alla notificazione di un avviso di accertamento o di un processo verbale di constatazione

La certezza di cui sopra si può ottenere, nel nostro ordinamento, soltanto con la notificazione di cui agli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile, adottando, cioè, quel procedimento attraverso il quale un soggetto trasmette un atto ad un altro soggetto utilizzando una terza persona, un pubblico ufficiale, a ciò preposto dall’ordinamento giuridico.

Pertanto, si deve ritenere escluso, per definizione normativa, ogni e qualsivoglia equipollente all’espressione “notificato un processo verbale di constatazione”

Essendo questo il comando della norma, non ha senso alcuno volere sostituire la notificazione del processo verbale di constatazione con la presenza fisica del contribuente durante le operazioni di constatazione e con la sua sottoscrizione all’atto.

Sulla base di tale considerazione, il processo verbale di constatazione elevato con esito positivo in data 3 febbraio 1994 non può essere considerato come atto ufficiale di constatazione e, quindi, condizione ostativa al rilascio della proposta di concordato.

Per quanto concerne la richiesta di condanna degli Uffici al pagamento delle spese processuali, la Commissione ritiene, innanzitutto, che per determinare il valore della pratica non debba farsi riferimento agli avvisi di rettifica dell’Ufficio provinciale IVA ed agli avvisi di accertamento dell’Ufficio delle imposte dirette successivamente notificati ai ricorrenti bensì all’autoliquidazione redatta per il concordato di massa.

D’altra parte sono gli stessi ricorrenti ad avere determinato nell’istanza di nomina dei propri assistenti tecnici depositata in data 10 settembre 1997, il valore della lite in tale modo e precisamente:

anno 1991 lire 2.930.000