Lonato, chiusura col doppio botto

Ven, 15/06/2007

Nessuna medaglia per l’Italia nell’ultima giornata della terza tappa di Coppa del Mondo di tiro al volo, che si è disputata al Trap Concaverde di Lonato. Nella finale di Skeet Valerio Luchini (Carabinieri) di Roma, che nella prima fase di qualificazione aveva centrato tutti i primi 50 piattelli, si è classificato al quinto posto.Il protagonista dell’atto conclusivo della rassegna gardesana è stato lo stratosferico Vincent Hancock. Lo statunitense è stato fantastico e allo stesso tempo insuperabile, vincendo non solo la medaglia d’oro ma portandosi a a casa anche un doppio record del mondo con un 125/125 in qualificazione e 150/150 in finale. Cinque serie di qualificazione perfette (125/125) e una finale altrettanto impeccabile (25/25) senza mai sbagliare un piattello, senza mai nessuna titubanza, incertezza. L’americano, già detentore del precedente record (124 in qualificazione e 149 in finale), realizzato nel 2005 a Changwon (Cina), è riuscito a migliorarsi, e non era facile, sbaragliando un lotto di concorrenti di altissimo livello. La medaglia d’argento è andata al cipriota Gorge Achilleos, che si è permesso di sbagliare un solo piattello (149 +24) e il bronzo e la carta olimpica al norvegese Harald Jensen (149 +23) che ne ha mancati due. Insomma una finale al cardiopalma, avvincente e di grandissimo livello tecnico.

Avvincente era stata anche la fase di qualificazione. Il carabiniere romano Valerio Luchini (148), dopo solo due errori in qualificazione, conquista l’ultimo posto per la finale allo shoot-off battendo altri quattro pretendenti, tra cui anche l’altro italiano Christian Eleuteri (123), con un significativo +24. E già quei due piattelli gli sono fatali per ambire al podio. Luchini non commette errori nella finale, ma alla fine deve accontentarsi del quinto posto.Finisce nelle retrovie invece il campione olimpico Andrea Benelli, 55° con il punteggio finale di 116/125, ma la sua gara era …

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Terzigno, il perché della rivolta popolare

– ottobre 20, 2010Postato in: CANADA

«Nel maggio del 2007 il governo Prodi emise un decreto legge su un piano straordinario dei rifiuti che prevedeva l’apertura di due discariche, una era quella di Terzigno». Parte da lontano Alberto Romano, portavoce del sindaco di Terzigno, Domenico Auricchio, per provare a spiegare le cause della rivolta popolare alla discarica Sari.

Una protesta che sta vivendo una rapida escalation di violenza e tensione col passare dei giorni. «La seconda emergenza scattò nella primavera del 2008, in contemporanea alle elezioni politiche che vinse Berlusconi. Il governo Berlusconi prese il decreto del governo Prodi e lo fece applicare dallo stesso sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso, che era anche commissario straordinario per lo smaltimento dei rifiuti».

Voi eravate d’accordo?

«Purtroppo il sindaco (Domenico Auricchio, ndr) ha dovuto prendere atto di una legge dello Stato. Comunque il problema rifiuti a Napoli sembrava risolto e il governo mise in opera il termovalorizzatore di Acerra».

Adesso siamo tornati in una fase critica?

«Il problema è cominciato a Napoli quindici giorni fa perché il Comune non aveva disposto lo stipendio per molti dipendenti di un’azienda che raccoglie i rifiuti. Allora per qualche giorno non avevano raccolto l’immondizia in gran parte della città e molti hanno immediatamente soffiato sul fuoco, ma era un problema legato a Napoli».

E a Terzigno invece?

«A Terzigno la discarica si va riempiendo e al massimo in situazioni di normalità avrebbe potuto accogliere rifiuti fino a gennaio-febbraio dell’anno prossimo. Quindi si è cominciato a parlare dell’apertura della seconda discarica».

E la gente si è ribellata.

«Di fronte all’apertura della seconda discarica la popolazione è esarcebata».

Uno dei problemi è la “provincializzazione” dello smaltimento dei rifiuti.

«Nel Piano regionale si prevede che tutti i Comuni possono smaltire i loro rifiuti nell’ambito della loro Provincia. Si dà …

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Italiani e greci, una faccia e una razza

– novembre 21, 2011Postato in: Uncategorized

Una faccia, una razza. Non c’è italiano andato in vacanza in Grecia che non se lo sia sentito ripetere alla noia, questo ritornello. E siccome gli italiani sono al primo posto tra i turisti stranieri che visitano la Grecia, vedete un po’ voi quanto sia diffuso. Significa che italiani e greci sono fatti della stessa pasta, figli del Mediterraneo, eroi, poeti, navigatori e santi (cosa non più vera per gli italiani, mentre i greci navigatori lo sono ancora, visto che possiedono la prima flotta mercantile del mondo). Ma significa anche che entrambi sono un po’ cialtroni, un po’ truffatori, un po’ levantini, sempre pronti a cercare la soluzione per vie traverse, non importa se i sistemi non siano sempre limpidi. Luoghi comuni? Leggende? Semplificazioni?

Date un’occhiata al libro di Dimitri Deliolanes e non vi rimarrà che una constatazione: è tutto vero. Italiani e greci sono una faccia e una razza. Sembra che la Grecia sia un’Italia davanti a uno specchio deformante: siccome è più piccolina, si sforza di apparire più grossa e allora è ancora più lottizzata, più corrotta, più fancazzista, più sindacalizzata dell’Italia. Certo, non tutto è uguale. Per esempio la politica di Atene è rigorosamente dinastica: Yiorgos Papandreou è il terzo membro della famiglia a essere capo del governo. Prima di lui lo sono stati suo padre e suo nonno. Se i Papandreou dominano il Pasok, il principale partito di centrodestra, Nea Demokratia, è affare di famiglia dei Karamanlis. Ma fosse tutto qui. Il particolare che i due principali partiti ellenici, che si alternano alla guida del paese dalla caduta dei colonnelli in poi (1974), consistano in due dinastie familiari appare alla fin fine meno grave del fatto che siano due gigantesche agenzie di collocamento. Tanto per fare un esempio: il nuovo …

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Vivapuglia elezioni comuni Calendario

La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (Fondazione SIFO srl) al fine di:

ottimizzare la coerenza dei programmi formativi con l evoluzione delle esigenze del SSN;

favorire il coinvolgimento in programmi di ricerca dei servizi farmaceutici ospedalieri e territoriali attraverso la disponibilità di risorse umane specificamente dedicate;

documentare con progetti operativi la possibilità di continuità tra formazione teorica, pratica di routine, produzione di ricerca

indice

d intesa con le Scuole di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera (SSFO), un concorso per l assegnazione di 20 borse di studio della durata di un anno per specializzandi in Farmacia Ospedaliera da fruire nell ambito dei Servizi Farmaceutici Ospedalieri e Territoriali delle Aziende Ospedaliere o ASL. L importo della borsa di studio è di lire 15.000.000 annui al lordo delle ritenute fiscali e delle spese di assicurazione. La corresponsione della borsa avverrà in rate trimestrali posticipate dietro presentazione di dichiarazione di frequenza trimestrale del responsabile del progetto. Le richieste delle borse di studio alla SIFO devono essere formulate dalle Direzioni delle Scuole di Specializzazioni in Farmacia Ospedaliera (SSFO), d intesa con i relativi Referenti SIFO e con i Dirigenti dei Servizi Farmaceutici Ospedalieri o Territoriali convenzionati. La richiesta deve includere: il protocollo del progetto di ricerca durante l anno di fruizione della borsa, l indicazione dell Azienda Ospedaliera o ASL convenzionata presso il cui Servizio di Farmacia Ospedaliero o Territoriale lo specializzando verrà assegnato, un profilo delle attività del Servizio di Farmacia o territoriale ritenute pertinenti con la ricerca proposta. I progetti di formazione e ricerca si articoleranno nelle seguenti aree:

nutrizione artificiale ospedaliera e/o domiciliare

allestimento centralizzato antiblastici, antibiotici e terapie antalgiche

monitoraggio dei livelli plasmatici dei farmaci e cinetica clinica

sperimentazione clinica ed allestimento di farmaci sperimentali

galenica tradizionale ed allestimento di farmaci orfani

prontuario terapeutico ed implementazione dei sistemi di selezione dei farmaci…

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Focus on: Ground Level Overlay – Split Sides

Ground Level Overlay – Split Sides

di silvia poletti

Apertura con il botto (e con un bellissimo tutto esaurito) per la stagione di danza 2005 dei Teatri di Reggio Emilia, da anni ormai conclamata capitale nazionale del teatro coreografico, sempre proposto nelle sue incarnazioni più rappresentative e autorevoli.

E chi può esserci, oggi, di più rappresentativo e autorevole di Merce Cunningham, giovane Grande Vecchio che sta traghettando con la leggerezza della sua creatività la danza dal Novecento (che in lui ha avuto uno dei suoi figli più pacificamente ribelli e rappresentativi) al nuovo tempo, che si muove – in quest’ arte – ancora confusamente debitore del passato?

Di Cunningham, che con il compagno di arte e di vita John Cage ha frantumato le regole dello spettacolo dal vivo, imponendo una nuova, rivoluzionaria modalità di percezione e di rapporto spettatore-interprete (relativo, contingente, casuale e libero) si è detto e scritto moltissimo.

E quest’anno, con una serrata sequenza di appuntamenti (che da Reggio passando per Pavia, arrivano a Rovereto per un monografico Festival di Pasqua a lui totalmente dedicato) anche l’Italia si inserisce in una collettiva riflessione «mondiale» che dal BAM di New York, via Edimburgo e il Centro Barbican di Londra, Parigi e Lione, ha portato a celebrare i suoi incredibili ottantacinque anni.

Quello che però le tante conferenze e le stesse parole dei recensori non saranno in grado di catturare – e quindi forse di evocare al meglio- è quella misteriosa evanescenza, quella ariosa impalpabilità, quella calviniana (da Italo Calvino) levità che appartiene proprio al segno di Cunningham e che lascia, al termine di ogni «evento» (ché anche gli spettacoli in cui la coreografia è fissata subiscono il rito fluido delle chance operations mutuate dalla filosofia zen), quella speciale sensazione di fluttuante memoria di qualcosa di armonicamente vibratile e iperuranico …

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Mozzarella, il Consorzio di Tutela lancia la prima scuola di formazione per casari

EVENTI

Caserta – Nasce la prima scuola nazionale di formazione lattiero casearia del Centro Sud, e a realizzarla non poteva che essere il Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop. Il progetto, portato avanti in collaborazione con la Regione Campania, sarà presentato in occasione dell’assemblea annuale del Consorzio di Tutela, prevista per mercoledì 21 giugno alle ore 10.00 presso la Sede del Consorzio, all’interno delle Regie Cavallerizze della Reggia con ingresso da via Gasparri n.1, a Caserta.

Alla base dell’idea di creare una scuola nazionale di formazione lattiero casearia due obiettivi: il primo è quello di far nascere i casari del futuro, tramandando alle nuove generazioni un’arte che ha quasi mille anni di storia; il secondo è quello di dare supporto ai dipendenti dei caseifici che devono tenersi in costante aggiornamento.

Slogan della giornata sarà “Mozzarella Dop 4.0”, un messaggio che sta ad indicare l’avvio di una nuova era in cui si punterà a migliorare numeri che fanno già invidia a parecchi altri comparti dell’agroalimentare.

Il Consorzio infatti intende aprire la strada ad un ulteriore rilancio del prodotto che sfrutti le capacità dei giovani, la tecnologia e gli strumenti della formazione e del marketing, favorendo così un incremento delle vendite anche e soprattutto grazie ad esportazioni ancora più efficaci. Nel settore della produzione e della distribuzione della mozzarella già oggi un lavoratore su tre ha meno di 30 anni ed è donna.

Tanti gli ospiti autorevoli attesi per l’assemblea annuale, che sarà aperta dalla relazione introduttiva del presidente del Consorzio di Tutela Domenico Raimondo e chiusa dall’intervento del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca. Parteciperanno poi ai lavori l’assessore regionale alla Formazione Chiara Marciani; il consigliere regionale delegato all’Agricoltura Franco Alfieri; il dirigente del ministero delle Politiche agricole Luigi Polizzi e il direttore di Assolatte Massimo Forino. …

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Scala: Lissner a 360°

Milano, 11 novembre 2005 – Ha mantenuto la promessa, il sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano. Il franco-ungherese Stéphane Lissner, ha infatti convocato la stampa per fare un ampio resoconto dei suoi primi sei mesi alla guida del teatro milanese, tenendo così fede all’impegno assunto con i giornalisti poco dopo la sua nomina, risalente allo scorso aprile. Un’occasione anche per togliersi qualche sassolino dalle scarpe, in un momento di grande fermento, vuoi per l’avvicinarsi del 7 dicembre – tradizionale inaugurazione della stagione lirica – vuoi per le polemiche che stanno accompagnando la nascita del nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione. Il Cda uscente si riunirà ancora lunedì 14 novembre.

Riguardo all’ingresso della Provincia di Milano con un proprio membro nell’organo di governo della Scala, Lissner ha detto di voler evitare qualunque polemica strumentale, ritenendo comunque positiva la prospettiva di un ampliamento della rappresentanza pubblica. Uno dei concetti cari al sovrintendente – sul quale è infatti tornato più volte – è proprio la necessità di mantenere una forte prevalenza del capitale pubblico nella gestione della Scala, in linea con quanto accade nei principali teatri d’opera europei, dove i contributi statali si attestano ampiamente oltre il 50, quando non il 60% del totale. Nel 2004 la Scala ha invece ricevuto circa 91 milioni e mezzo di euro di finanziamenti, di cui il 48,4% di fonte pubblica. Il preconsuntivo del 2005 dovrebbe chiudere con un disavanzo tutto sommato contenuto, pari a un milione e seicentomila euro ma – come ha evidenziato di recente anche la Corte dei Conti – il patrimonio disponibile negli ultimi otto anni si è quasi dimezzato, passando da 53,8 milioni a fine ’97 ai 32,46 registrati al termine dell’anno scorso.

Secondo lo studio della Corte dei Conti su tale indebolimento del patrimonio della Scala hanno inciso soprattutto i …

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BGF di G. Franco Balatti- Chiavenna (So) Italia

Chiavenna – Mese – Prata Camportaccio – Gordona – Samolaco – Novate Menarola – Piuro – Villa – Madesimo Vallespluga – Menaggio – Gravedona – Domaso

CHIAVENNA CENTRO STORICO VIA DOLZINO: Appartamento mq 103 al 2ø piano – Casa patrizia indipendente composta da due appartamenti di mq 185 ciascuno, sottotetto abitabile mq 160, due uffici mq 100, tre cantine, taverna e giardino – In nuovo “RESIDENCE” appartamenti di varie dimensioni, mansarde con vista favolosa, uffici, negozi e box – Appartamenti da ristrutturare posti al 2º piano mq 50, 80 e 105 – Fabbricato indipendente da ristrutturare con due appartamenti di mq 95 con taverne, cantine, box e giardino – Appartamento indipendente al piano rialzato mq 135 con sottotetto, cantina e giardino – In fabbricato ristrutturato in posizione avista, soleggiato, appartamento al 3º piano mq 85 con grande terrazzo – Residence “Alle Rose” appartamento al 1º piano mq 120 con ripostiglio e box – Zona Raschi appartamento al 20 piano mq 130 con ripostiglio, box e giardino – Fabbricato indipendente con due locali mq 60 uso laboratorio/magazzino – Negozio mq 150 e sottostante magazzino con accesso carraio – Crotto singolo con sala. Frazione LORETO: Casa panoramica con mq 450 di giardino e crotto. Frazione PIANAZZOLA- Fabbricato con appartamento ristrutturato e due porzioni da ristrutturare.

CEDESI AZIENDE CHIAVENNA ZONA CENTRALE: Negozio di abbigliamento tabelle Xl e XIV – merceria – negozio biancheria intima ed accessori abbigliamento. MESE: Terreni edificabili, lotti da mq 700 – Casa bifamiliare con terreno edificabile mq 1000 – Crotto indipendente con sala. PRATA CAMPORTACCIO: Appartamento mq 114 in zona commerciale – In piccolo condominio appartamento mq 90 – In nuovo fabbricato in pietra a vista appartamento mq 130 al rustico con cantina, giardino e box.

FRAZ. S. CASSlANO:in palazzina indipendente appartamento mq 120 con box – Casa bifamiliare …

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Treviso. Docente “inetto”: licenziato Il Tar decide: “Ha ragione la scuola”

Per lucia delle 14,32

Coraggio auguri in bocca al lupo per tua figlia per gli esami di scuola guida,. la conclusione è che siamo trroppi con ‘ste macchine, troppa fretta, troppa confusione, troppa euforia, vogliamo tutti la stessa cosa, troppo tutto e subito, troppo ….Buona serata.

commento inviato il 06-12-2011 alle 19:08 da Lore

non ho conosciuto a debora ma mi sento male per la scomparza di una vita, una vita giovane come la mia e di tanti altri che piangono la tua morte che dio sia con te e con tutti loro che ti erano a canto, è che questa morte di una inocente sia di esempio per tutti loro che credono che la strada è un gioco da ragazzi e che questi inccidenti non si ripettano mai piu. RIP

commento inviato il 06-12-2011 alle 17:08 da [email protected]

Non siamo istruttori di guida, non possiamo sapere per certo il per o come un auto perda il controllo, lasciamo a chi di dovere investigare, ricordando che qui ciò che conta non è trovare il colpevole, ma pensare a chi non c’è più o a chi c’è ancora ma porterà le cicatrici fisiche e morali di ciò che ha vissuto per il resto dei loro giorni! Guarite presto ragazze, siate forti.

Debora mi mancherai tanto, abbiamo mangiato la pizza insieme con i nostri amici e il tuo ragazzo, ti ho avuta davanti per tutto il tempo e non avevo capito chi eri, mi dispiace non averti conosciuta meglio e averti chiesto dei tuoi, soprattutto del mitico Cele che tanto buon umore sapeva portare tra di noi, anche quando ci sgridava. Prego per la tua famiglia e per Marco che ora piangono la tua prematura scomparsa, non mollate! Non ho parole, solo un vuoto dentro, spero che ora ci sia un Angelo …

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ACCERTAMENTO CON ADESIONE

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorsi depositati presso la segreteria della Commissione in data 15 giugno 1996, i ricorrenti B.F., R.M., R.C. e la società semplice Eureka Eureka si costituivano in giudizio ai sensi dell’articolo 22 del D.Lgs. n. 546, 1992.

L’Ufficio provinciale IVA di Torino si costituiva in giudizio ex art. 23 del D.Lgs. n. 546/1992, in data 10 settembre 1996, depositando le proprie controdeduzioni.

Analogamente, l’Ufficio Distrettuale delle imposte dirette di Chivasso si costituiva in giudizio in data 20 novembre 1996.

All’udienza del 22 settembre 1997, tutte le cause, sia quelle per le quali era stata richiesta la pubblica udienza, sia quelle da decidersi in camera di consiglio, vengono riunite sull’accordo delle parti presenti.

Nei loro ricorsi i ricorrenti lamentano il rigetto da parte dell’Ufficio provinciale IVA di Torino e dell’Ufficio distrettuale delle imposte dirette di Chivasso della istanza per l’ottenimento del rilascio delle proposte di accertamento con adesione per gli anni 1991, 1992 e 1993 di cui al D.L. n. 564/1994, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 656/1994, rigetto avvenuto con il provvedimento n. 32840/1996, per quanto concerne l’Ufficio provinciale IVA di Torino e con provvedimento n. 3770 per quanto concerne l’Ufficio distrettuale delle imposte dirette di Chivasso.

Nel provvedimento impugnato ambedue gli Uffici amministrativi giustificavano il rigetto dell’istanza sulla base dell’esistenza di un processo verbale di constatazione elevato con esito positivo in data 3 febbraio 1994, regolarmente notificato ai ricorrenti e dagli stessi sottoscritto.

Tale verbale, secondo l’Amministrazione, poneva in essere una delle cause ostative al rilascio della proposta di accertamento con adesione al sensi degli articoli 2 quinquies e 3 del citato D.L. n. 564/1994.

L’articolo 3 citato, infatti, dispone che “la definizione non può essere effettuata se, entro il 20 maggio 1995, è stato notificato processo verbale di constatazione con esito positivo ai fini delle …

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AGRITURISMO, UN 2001 DA BOOM

Un giro d’affari da 770 milioni di euro per complessive 3 milioni e 400 mila presenze

ROMA – Il botto c’è stato con le feste di fine anno. Un vero e proprio ‘boom’ che ha fatto arrivare, secondo un’ indagine della Confederazione Italiana Agricoltori (Cia), il giro d’affari dell’agriturismo, nel corso del 2001, a oltre 1.500 miliardi di lire (770 milioni di euro), per complessive 3 milioni e 400 mila presenze (di cui un buon 26% di stranieri). Ma anche le previsioni per il nuovo anno alimentano l’ottimismo.

L’agriturismo

è destinato anche per il 2002 a fare il pieno. Si prevede, infatti, un aumento del 20% del giro d’affari ed una crescita tra il 10 e il 15% di chi decide per il soggiorno, anche breve, negli agriturismi. Secondo le prime indicazioni raccolte dall’ istituto agrituristico della Cia, Turismo Verde, alla fine di questo anno attorno al settore dovrebbe crearsi un ‘business’ di circa 2.000/2.200 miliardi di lire (pari a più di 1 miliardo di euro).

A favorire questa straordinaria crescita

, secondo la Cia, non sarà soltanto la situazione determinatasi a livello internazionale, che consiglia molti turisti italiani a prediligere il tranquillo posto di campagna, ma anche la capacità dimostrata dagli imprenditori agrituristici di rispondere con efficacia e tempestività alle esigenze della gente, sia in termini di qualità che di confort. In tal senso, nonostante le festività siano appena terminate, gli italiani già hanno cominciato a programmare e a prenotare vacanze e week-end nelle aziende agrituristiche. In alcune zone si registra il già tutto esaurito per i fine settimana dei prossimi due mesi. E questo soprattutto in quelle aziende che si trovano nelle vicinanze di impianti sciistici. Per non parlare poi delle feste di Pasqua. Le previsioni, anche in base alle prenotazioni già ricevute dagli agriturismi, parlano di un …

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Anche Lazise (VR) colpita dal violento fortunale

Pioggia, grandine, ma soprattutto vento. Una tromba d’aria si è abbattuta sabato mattina a Lazise e nella frazione di Colà, generando danni non indifferenti ad alcune aziende agricole. A causa della tempesta circa il 15 per cento del raccolto vinicolo e di mais è andato perso. Colpite in particolare la località Cà Donzella – che dalla Verona-Lago conduce a Colà – e nel territorio colatino le zone della Bagolina, dei Monticoli, di Gasco e Croce.

Le raffiche di vento hanno fatto cadere a terra alcuni pali del telefono, con conseguenti disagi per le abitazioni delle zone interessate, e sradicato alberi anche di notevoli dimensioni, compresi cinque cipressi centenari nella zona di Cà Donzella e il tetto di lamiera di una stalla nei pressi. “A Cà Donzella una tavola di legno è stata trascinata nel cielo dalla forza del vento ed è ricaduta poi su un’auto parcheggiata, distruggendola” afferma Luciano Filippi, proprietario dell’azienda agricola omonima.

Anche in via del Tione e in via delle Torbiere, non molto distante da Cà Donzella, alcuni arbusti hanno invaso la strada tanto da rendere impossibile lo scorrimento, già reso rischioso dall’ingente quantitativo di pioggia e grandine che si sono riversate nella zona. Si è perciò reso necessario l’intervento degli operai comunali per liberare le carreggiate dagli ostacoli per far ripartire la viabilità. Gli uomini del Comune sono intervenuti anche all’interno del municipio, dove consistenti infiltrazioni d’acqua dal tetto dell’edificio stavano per danneggiare l’archivio. E così altre aree del centro storico di Lazise sono state colpite dal fortunale estivo: in via Albarello e in corso Ospedale i proprietari degli esercizi commerciali hanno risolto di togliere i chiusini fognari per facilitare il defluire dell’acqua e scongiurare l’allagamento dei negozi.

Fortunatamente però, uomini e mezzi del Comune hanno saputo agire con tempestività per ristabilire la situazione ed arginare …

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Un gioco molto pericoloso

– settembre 9, 2009Postato in: OPINIONI

La decisione del leader liberale Michael Ignatieff di togliere l’appoggio al governo Harper è una mossa molto coraggiosa ma anche pericolosa e che potrebbe portare alla fine della sua carriera. Ciononostante, era una mossa che doveva fare per rimettere il partito in carreggiata.

Ignatieff ha capito che per diventare primo ministro deve prima diventare leader dell’opposizione, ruolo questo che fino ad oggi ha lasciato nelle mani del leader dell’Ndp, Jack Layton, e quello del Bloc Québécois, Gilles Duceppe, mentre lui ha tenuto a braccetto Harper.

Questo ha contribuito a creare confusione sulle posizioni dei liberali che si propongono come alternativa al primo ministro Harper, senza comunque presentare delle proposte concrete. I liberali hanno meditato su questo per tutta l’estate ma la decisione finale è stata presa solamente nella riunione del caucus a Sudbury. E questo è un grosso problema in quanto tale decisione necessitava di un lavoro preparatorio che durante l’estate non è stato fatto.

Sono convinto che nemmeno l’Ndp e il Bloc sono desiderosi di andare alle urne e quindi erano ben lieti che fossero i liberali ad evitarle assumendosi la responsabilità di fronte agli elettori.

Ignatieff, da parte sua, sarebbe lieto di sguinzagliare i suoi deputati attaccando Harper, ma ciò funzionerebbe solamente se l’Ndp o il Bloc garantissero l’appoggio al governo evitandone la caduta.

Ciò, purtroppo per Ignatieff, non accadrà in quanto l’Ndp ha già fatto capire di non essere disponibile per un accordo con i conservatori e Duceppe ha ieri ufficializzato tale posizione.

Ciò potrebbe essere molto pericoloso per Ignatieff.

Immaginiamo per un momento un accordo limitato tra Layton e Harper sulle carte di credito, protezioni delle pensioni o qualche concessione sulla riforma dell’Employment Insurance. Il governo supera l’inverno con Layton che potrebbe, giustamente, reclamare un ruolo più importante dei liberali …

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La Sentenza Arsenal Segna Un Punto A Favore Dei Titolari Di Marchio

La sentenza Arsenal segna un punto a favore dei titolari di marchio

Se la funzione essenziale di un marchio consiste nel garantire al consumatore l’identità di origine del prodotto o servizio contrassegnato, il marchio deve fornire la certezza che i prodotti o servizi che ne sono contraddistinti sono stati fabbricati sotto il controllo di un’unica impresa. È questa la logica delle norme comunitarie che consentono al titolare di un marchio di opporsi all’uso di un marchio identico per beni o servizi identici, e per la prima volta la Corte di Giustizia Europea dichiara espressamente che tale diritto può essere esercitato anche per evitare la possibilità di confusione post-vendita. È irrilevante, ai fini di tali norme, che il marchio sia percepito come una dimostrazione di sostegno, fedeltà o appartenenza nei confronti del titolare.

Il caso Arsenal di fronte alla Corte di Giustizia Europea (C-206/01) riguarda la controversia fra una società calcistica britannica, Arsenal FC, e un commerciante che vendeva prodotti non ufficiali recanti il marchio Arsenal in un chiosco sul quale era affisso un cartello con l’avvertenza, appunto, che gli articoli in vendita non erano ufficiali.

Le seguenti domande erano state poste alla corte :

1. se la direttiva 89/104 sui marchi consente al titolare di un marchio registrato di impedire a un terzo l’uso di tale marchio laddove tale uso non indica origine commerciale

2. se il fatto che l’uso in questione sarebbe percepito come una dimostrazione di sostegno, fedeltà o appartenenza nei confronti del titolare del marchio può essere considerato come una indicazione di origine commerciale.

Nella sentenza emessa il 12 novembre 2002 la Corte osserva che secondo la Direttiva sui marchi, la funzione essenziale di un marchio consiste nel garantire al consumatore l’identità di origine del prodotto o servizio contrassegnato dal marchio, consentendogli di distinguere senza confusione questo …

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Incidente Mortale Sul Lavoro

Visto il doppio incidente mortale accaduto il 6 novembre ’01 ad Arezzo, dove cinque operai impegnati a realizzare la fognatura che attraversa la ferrovia Arezzo-Sinalunga accanto alla strada in costruzione tra la zona della Maestà di Giannino e Via Alfieri sono stati travolti da una frana dello scavo stesso;

Considerato che il lavoro degli operai consisteva in una posa di grossi tubi di cemento per lo scolo di acque chiare in uno scavo profondo circa cinque-sei metri;

Considerato che i lavori alla fossa si svolgevano dopo molte ore di pioggia seguite a giorni di siccità e che nello scavo non era stata realizzata alcuna centina o palizzata di cemento atta a garantire la messa in sicurezza delle pareti di argilla;

Considerato che in marzo nel cantiere si era svolta un’ispezione della Asl con queste risultanze: una multa di tre milioni e una serie di prescrizioni, tra cui una palificazione di cemento per garantire la sicurezza delle trincee di scavo;

Considerato che la Cooperativa Braccianti Riminese, cui il Comune di Arezzo come committente dell’appalto aveva affidato i lavori, aveva subappaltato una parte delle opere alla ditta Romizi di Arezzo;

Considerato quindi che ci troviamo davanti al classico caso di subappalto, cioè di una amministrazione pubblica che affida opere ad imprese che si servono del lavoro di terzi;

Considerato che in Toscana tra gennaio e luglio di questo anno corrente nel settore dell’edilizia ci sono stati 13 decessi e che, secondo alcune stime, quelli in edilizia risultano i due terzi del totale degli infortuni sul lavoro;

Considerato che la Commisione Lavoro del Consiglio Regionale ha ripetutamente segnalato e richiesto una maggiore attività di controllo e di monitoraggio degli organi competenti sulle misure di prevenzione e sui piani per la sicurezza nei cantieri;…

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