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Cene, viaggi e consulenze

LA VOCE DEL GATTO DEL PADRONE

Marusi indagato

Mal dell’esca e Balck rot

Gaza, strangolato il volontario italiano L’atroce fine di Vittorio Arrigoni

LE VITTIME – Ecco chi sono

Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino intanto è tornato a casa, a Meta di Sorrento, mentre fa il giro del mondo la telefonata in cui della Guardia Costiera di Livorno, Gregorio De Falco, gli intima di tornare a bordo. «Coward Captain», Capitan Codardo, è uno dei soprannomi dati dai media Usa a Schettino. All’udienza, il comandante si è difeso davanti al gip di Grosseto che, alla fine, gli ha concesso i domiciliari.

«Ho sbagliato l’accosto». Secondo alcune indiscrezioni, durante l’interrogatorio di ieri il comandante avrebbe ammesso di aver «sbagliato l’accosto» e che l’inchino era per il commodoro Mario Palombo, gigliese. Schettino avrebbe spiegato di aver navigato a vista, ma di aver ordinato la virata troppo tardi, finendo in acque troppo basse. «Non tornerò mai più su una nave», avrebbe confessato il comandante. Il suo avvocato Bruno Leporatti ha detto di stare valutando se chiedere il giudizio immediato. Il comandante sarà comunque sottoposto ad esami tossicologici.

La decisione del gip. Non pericolo di fuga, ma rischio di inquinamento delle prove: anche così il gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, argomenta la sua decisione di non convalidare il fermo e di disporre i domiciliari per Schettino. Non ci sarebbe, quindi, un rischio di fuga. A carico del comandante ci sono però gravissimi indizi di colpevolezza: «Ricorre senz’altro l’oggettiva gravità del fatto, un disastro di proporzioni mondiali, e ricorre la condotta gravemente colposa» di Schettino, scrive il giudice. Quanto al pericolo di inquinamento probatorio, per il gip non c’è mai stato alcun rischio che Schettino si appropriasse della scatola nera della nave.

Il procuratore: ricorso al Riesame, Schettino può fuggire. «È possibile» che il comandante della Concordia Francesco Schettino «possa fuggire dagli arresti domiciliari»: è il timore del procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che ha annunciato …

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Consorzio Export 3-P.it – Tutto il buono della nostra terra

» CORSO PER N° 12 PERSONE:TECNICO DI GESTIONE DELLA RIPRODUZIONE NELL’AZIENDA ZOOTECNICA

L’Ente ANNI DUEMILA sc .nel quadro di un progetto formativo Fondo Sociale Europeo/Ministero del Lavoro/ Regione Lombardia organizza un corso per n° 12 persone in possesso dei seguenti requisiti: donne/uomini disoccupati con diploma di scuola media superiore. TECNICO DI GESTIONE DELLA RIPRODUZIONE NELL’AZIENDA ZOOTECNICA N. 250506 – AZIONE N.252344 Figura professionale e finalità Il Tecnico per la gestione della riproduzione nell’azienda zootecnica, è una nuova figura professionale specializzata che opera nel campo della produzione del latte e dell’allevamento bovino. Gestisce i meccanismi che regolano il fenomeno riproduttivo nell’allevamento bovino da latte, opera in modo scientifico nella fase della riproduzione, orienta l’allevatore e di conseguenza l’allevamento verso scelte consone agli obiettivi prefissati, pianifica gli accoppiamenti aziendali, consiglia l’allevatore nella scelta dei riproduttori adatti, implementa un breeder-pooling. Nella sua attività utilizza software gestionali specifici. Requisiti preferenziali Conoscenza elementare informatica di base. Diploma coerente con il progetto o esperienza pregressa nel settore della formazione o in settori affini. Struttura del corso • Teoria n° 108 ore Esercitazioni pratiche n° 44 ore Tirocinio/stage n° 148 per un totale di 300 ore • Durata: dal 10/02/2005 al 12/07/2005 • Articolazione giornaliera: da concordare con gli iscritti • Frequenza obbligatoria: la mancata frequenza del 25% del monte-ore non dà diritto all’attestato rilasciato dalla Regione Prova finale: colloquio finale con commissione regionale Certificazione finale La partecipazione al corso sarà certificata da un’attestato di specializzazione rilasciato dalla Regione Lombardia Sede del corso: Pegognaga via Viola Camatte n° 6 Modalità di partecipazione La domanda di ammissione ai corsi è in carta libera, contenente l’autocertificazione relativa ai dati anagrafici, all’indirizzo e al recapito telefonico, codice fiscale, allo stato di disoccupazione, al titolo di studio e la seguente dichiarazione: “Autorizzo l’Ente ANNI DUEMILA Società Cooperativa al trattamento dei miei …

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Alluvione/ Subito 300 milioni in Veneto Napolitano a Padova, domani a Vicenza

BOSE® Lifestyle® 20 Music System

Talvolta la ricerca produce ciò che sembra…impossibile

“Per migliorarlo abbiamo dovuto farlo più piccolo.”

La parte più interessante del nuovo sistema musicale Lifestyle® 20 è – di nuovo – virtualmente invisibile: i diffusori Jewel Cube sono più piccoli di quanto avreste mai potuto pensare. I dispositivi meccanici sono intrinsecamente migliori quando sono piccoli. Più piccolo il dispositivo, più precisa è la riproduzione. La qualità della riproduzione del suono dipende dall’accuratezza del movimento dall’altoparlante – il dispositivo meccanico. Rendere più piccolo l’altoparlante significa ottenere maggior controllo sul movimento e minori fluttuazioni dello stesso movimento. Naturalmente, sarete portati a dare valore alle minuscole dimensioni in quanto tali; sin dal primo ascolto, tuttavia, vi accorgerete che è molto di più di una semplice scelta estetica.

Sono stati necessari tre anni di ricerca, la maggior parte della quale è oggetto di nuovi brevetti, per ottenere le prestazioni che volevamo.

Un nuovo magnete estremamente potente.

Dato che il cono doveva essere piccolo ed in grado di riprodurre un’ampia gamma di frequenze, era necessaria una struttura magnetica estremamente potente. La soluzione comportò la scelta di un materiale magnetico molto costoso (100 volte il prezzo dei normali magneti in ferrite) ma anche 10 volte più potente: il Neodimio-Ferro-Boro. Siamo stati in grado di costruire un’unità magnete/bobina di diametro ridotto con una struttura magnetica molto potente, schermata dal “vaso” in acciaio che fornisce parte del circuito magnetico e circonda il magnete.

Cono e cupoletta antipolvere dell’altoparlante in un sol pezzo.

Di norma, la cupoletta antipolvere viene incollata al cono al termine dell’assemblaggio. Questa procedura però non ci assicurava la solidità di cui avevamo bisogno – la giuntura incollata è troppo estesa e il posizionamento troppo critico.

Negli altoparlanti convenzionali, inoltre, i due capi della bobina mobile vengono distesi ed incollati sulla superficie anteriore …

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Martina Corgnati

PRINCIPALI RASSEGNE CURATE DAL 1982 A OGGI

1982 – Officine e Ateliers, Mantova, Casa del Mantegna.

1987 – Marco Caselli. Attimi in scena, Ferrara, Casa Cini; Pippo Martino, Messina, Associazione Culturale Hobelix.

1988 – Oasi nello spazio, Mantova, Palazzo Ducale; Contemporanea di … Torino, Studio Noacco.

Luigi Mainolfi, Bologna, Galleria De’ Foscherari; Thomas Schulze, (con A. Bonito Oliva), Roma, Galleria Monti.

Hossein Golba. Il colore del Tempo, Torino, Associazione Culturale L’Uovo di Struzzo.

1989 – Autoritratto, Torino, Associazione Culturale L’Uovo di Struzzo; La poetica materiale, Messina, Fiera di Messina.

Luigi Carboni (con G. Di Pietrantonio e P. Finnegan), Torino, Galleria Weber; Vittoria Chierici, Torino, Galleria Carbone.

Roberto Caracciolo, Mantova, Galleria Corraini; Sergio Floriani, Torino, Studio Noacco; Gianfranco Anastasio, Torino,

Associazione Culturale L’Uovo di Struzzo; Salvatore Astore, Milano, Galleria Valeria Belvedere.

1990 – Marcello Jori, Reggio Emilia, La Scaletta; Intercity II, (con V. Baradel e F. Poli), Venezia, Fondazione Bevilacqua-La Masa; Musica da Camera, (con B. Bandini), Ravenna Pinacoteca Comunale; Paola Ragni, Torino, Unione Culturale; Viaggio in Europa attraverso le Vues d’Optique, (con A. Milano), Milano, Palazzo Bagatti-Valsecchi

(poi Bolzano, Palazzo Mercantile; Lussemburgo, Biblioteca Nazionale; Mestre, Santa Maria delle Grazie);

Vincenzo Cabiati, Torino, Unione Culturale; Paesaggio occidentale (con F. Gualdoni), Mantova, Galleria Corraini.

La poetica materiale, Brescia, Galleria Cavellini; Parma, Galleria Mazzocchi; Roma, Galleria Oddi-Baglioni.

Luca Sanjust, Mantova, Galleria Corraini; Vincenzo Cabiati (con E. Grazioli), Udine, Galleria TAG;

Remo Gaibazzi (con M. Bertone), Parma, Galleria Mazzocchi; Giacinto Cerone, Mantova, Galleria Corraini.

1991 – Nuovi linguaggi, (con S. Cincinelli e P. Ferri), Umbertide, (Perugia), Centro per l’arte contemporanea.

La pietra e il mare. Rassegna di scultura all’aperto, (con P. Baratti, E. Di Grazia, F. Farina, C. Spadoni), Riccione, (Forlì), Palazzo del Turismo; Nomadi, San Pietro Clarenza (Catania), Centro d’arte contemporanea; Giovan Battista Piranesi (con B.Bandini e N. Ceroni), Rodi, Castello del Gran …

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Marco Ceravolo

Marco Ceravolo nasce nel 1962 a Bergamo, dove vive e lavora in via Partigiani 11,

(tel. 035-238689). La sua prima mostra personale risale al 1977, nella Galleria “Il Vicolo” di Bergamo Alta, dove espone opere esclusivamente astratte. In seguito si dedica agli studi: frequenta il Liceo Scientifico prima, e l’Università di Scienze dell’informazione dalla quale passa alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano giungendo a pochi passi dalla laurea.

Nel 1992 il critico Paolo Levi inserisce un suo grande quadro La ballerina, nel III volume di Immagine e struttura edito da Giorgio Mondadori.

Nel 1993, presenta la mostra Lo spazio segreto, con nature morte e grandi nudi femminili, trattati con uno stile figurativo, che il critico Vincenzo Pacelli ricollega alla tradizione del Realismo magico. Vince il primo Premio per la Tendenza Figurativa Moderna con l’opera Antica natura morta, nell’ambito del Premio Internazionale Novum Comun.

Nel novembre del 1993 espone tre opere presso il Palazzo della Permanente, a Milano, nell’ambito del Premio San Carlo Borromeo, segnalate dalla giuria composta da Raffaele de Grada, Gian Alberto Dell’Acqua e Mario De Micheli. Nel dicembre del 1993 presenta una personale alla Galleria d’Arte Bergamo, a Bergamo, dal titolo Natura morta antica e dintorni.

Nel 1994, nella Galleria “Antologica” a Monza espone con una mostra di nature morte intitolata da Assunta Currà L’estetica dell’inquietudine. Sempre nel 1994 è presente alla “23° Rassegna di pittura”, indetta dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Bergamo nel Comune di Vertova, con l’opera L’angolo dello studio che viene segnalata dalla giuria.

Nel 1995 espone, all’Università Luigi Bocconi di Milano, una rassegna di paesaggi inediti. Il 1 marzo 1995 riceve il premio Agenda d’oro dell’Unione Europea, premio assegnato a personaggi di spicco della cultura e dell’imprenditoria italiana.

In maggio espone alcune grandi opere pittoriche nello spazio espositivo della Galleria Poggiali …

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Il Compasso d’oro festeggia Napoli

IL COMPASSO D’ORO FESTEGGIA NAPOLI

La “Fiera della Casa” celebra il cinquantennale portando Napoli nel grande circuito del design europeo. Nei giorni di svolgimento della mostra, dal 15 al 24 giugno 2007, la rassegna antologica del Compasso d’Oro, che ha già fatto tappa a Vilnius e Ginevra, sarà ospitata nel Padiglione America Latina della Mostra d’Oltremare. Il Compasso d’Oro è il premio promosso dall’ADI, che viene assegnato ogni tre anni e rappresenta la massima espressione della creatività nel design industriale.

Il Compasso d’oro

La rassegna partenopea del Compasso d’Oro è sostenuta dalla Provincia di Napoli, con l’assessore alle Attività produttive Giacinto Russo, ed è realizzata da ADI Campania, presieduta da Claudio Gambardella, nell’ambito dell’iniziativa “Design in Mostra”. Per il secondo anno consecutivo, infatti, nella Fiera della Casa si concretizza la collaborazione fra esposizione, università e mondo delle imprese con la Meridiana Fiere di Vincenzo Petriccione, la Facoltà di Architettura della SUN, con il corso di Design Industriale diretto da Patrizia Ranzo, e l’Api Napoli (Associazione Piccole Imprese) di cui è presidente Emilio Alfano.

Tecnologia ed ecologia

I 50 anni della “Fiera della Casa” saranno celebrati dall’esposizione delle proposte per il nuovo marchio della manifestazione, frutto del concorso internazionale bandito lo scorso marzo.

Sul versante espositivo, la particolare attenzione riservata al “pianeta casa” sarà sancita da un nuovo layout che privilegia le aree d’accoglienza per i visitatori realizzate all’interno degli stessi stand degli espositori. Le proposte spazieranno dall’arredamento all’accessoristica tecnologicamente avanzata ed ecocompatibile. Fra le soluzioni che s’annunciano protagoniste di questa edizione, spiccano gli impianti per lo sfruttamento dell’energia solare, gli apparecchi e le soluzioni per depurare l’aria degli ambienti domestici.

Autore: Redazione Kitchens.it…

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Riapertura delle Scuole a Caserta

Tutti in classe, strade sotto controllo ANDREA FERRARO

L’ora «x» sta per scattare. Il dispositivo di traffico, entrato in vigore a luglio nella zona di parco Gabriella, domani è atteso alla prova del nove con l’apertura delle scuole. Al comando provinciale dei vigili urbani, diretto dal colonnello Francesco Delvino, e all’Assessorato alla Mobilità è già scattato il piano per il monitoraggio, che andrà avanti per qualche giorno.

Ai correttivi già apportati subito dopo il via del dispositivo, tra cui i divieti di sosta su un lato di via Sant’Antonio, via Mantegna e via Settembrini, se ne potrebbero aggiungere degli altri. Le fasce orarie più critiche, ovviamente, saranno quelle che coincidono con gli orari di ingresso e uscita dai complessi scolastici, molti dei quali, in particolare i circoli didattici e le scuole medie, saranno presidiati da almeno un vigile. Il monitoraggio riguarderà in particolare, oltre corso Giannone e via Roma, anche via G.M. Bosco, via Botticelli, via Settembrini e l’incrocio (abbastanza pericoloso) tra via Santorio, via Ruggiero e corso Giannone, dove già in giornata potrebbe essere integrata la segnaletica e forse installato un piccolo new jersey movibile (si sta studiando anche l’ipotesi di tornare all’antico semaforizzando l’incrocio). L’attenzione sarà anche focalizzata su via Settembrini, dove la confluenza di auto provenienti da via Botticelli e via De Gasperi rischia di mandare in tilt la circolazione con ripercussioni in centro, in particolar modo in piazza Matteotti e via Ricciardi. Cosa che già accade puntualmente anche di notte per effetto della movida (il dispositivo previsto in piazza Cattaneo, invece, sta regalando i risultati sperati). Nell’ultimo week end, dalle 23 in poi, ad esempio, via Botticelli, al suo primo esame notturno dopo il rientro dalle ferie, è stata praticamente paralizzata con code che si sono snodate fino a via Mantegna e all’incrocio tra via Giotto …

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FIERA MILANO,

Le condizioni strutturali dell’industria europea sono tali da costituire un’area a fortissima domanda di servizi fieristici.

Fiera Milano ha il primato in Europa in termini di manifestazioni, di cui 50 internazionali. Negli ultimi tre anni la media annuale é stata di:

35.000 espositori (il 19% dei quali provenienti dall’estero)

2,6 milioni di visitatori (il 16% dei quali esteri), il cui profilo é dettagliato nei grafici qui di seguito.

Per un’inpresa che voglia penetrare il mercato italiano e per l’imprenditore che si interessi ai prodotti itaiani, Fiera Milano rappresenta un’opportunitá unica.

Infatti solo gli eventi che si svolgono nel recinto fieristico milanese permettono l’incontro contemporaneo con un mercato composto da 57 milioni di consumatori e piú di un milione di imprese. Un mercato specialmente avanzato nei settori chiave per l’industria europea.

L’Italia occupa il primo posto in Europa per quanto riguarda il consumodi macchinari e prodotti tessili, di calzature e di gioielli ed il secondo per i mobili, gli articoli per la casa e le macchine utensili, senza tralasciare il dinamismo di altri settori, come l’informatica, i componenti elettronici e l’industria degli elettrodomestici.

La vocazione internazionale

In Europa oltre 400.000 imprese, delle quali 90.000 italiane, partecipano ogni anno alle 500 manifestazioni a carattere internazionale del calendario fieristico, il 26% delle quali si svolge in Italia.

Di queste ultime, quasi il 40% si tengono a Fiera Milano, che é quartiere leader in Europa in termini di metri quadrati venduti e manifestazioni ospitate.

A livello internazionale, Fiera Milano opera attraverso tre principali strumenti:

una capillare rete di uffici in tutto il mondo;

societá partecipate che coadiuvano le imprese nello sviluppo di specifiche attivitá di marketing;

accordi con i principali centri espositivi del mondo.

Questo sviluppo comporta uno schema di internazionalizzazione necessario per raggiungere due obbiettivi principali:

incoraggiare la presenza di espositori e visitatori …

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Semproniano – Maremma Toscana

Cell 338.6829644

Nelle campagne di Semproniano (stazione climatica) a 661 mt. Sul livello del mare, nel cuore dell’alta maremma, circondato da boschi e pascoli, su un colle si erge l’antico casale de “I Monti”.

Qui la natura incontaminata, ha creato un’oasi di pace e tranquillità.

L’attività agricola è orientata prevalentemente all’allevamento di ovini e bovini, oltre ai tradizionali prodotti quali funghi (in autunno), ortaggi, uova, olio, miele etc… che potrete assaporare soggiornando in azienda.

Il casale risale a circa due secoli fa, costruito interamente in pietra locale, è stato recentemente ristrutturato, curando ogni antico particolare del rispetto delle sue origini, ottenendo così un ambiente rustico molto accogliente.

Sono a disposizione degli ospiti 5 confortevoli camere, 3 servizi e due cucine tutte modernamente attrezzate.

Nelle vicinanze si possono trovare riserve naturali e parchi attrezzati, per ammirare la fauna tipica di queste zone, centri convenzionati e maneggi per indimenticabili escursioni su sentieri e percorsi di epoca Etrusca.

Potrete visitare paesi e città di notevole interesse storico-artistico, antichi insediamenti etrusco-romani, numerosi scavi archeologici, oltre a godere sempre “dell’aria buona” e della quiete da sempre regina di questi luoghi.

Semproniano sorge su un poggio di Travertino nella valle del fiume Albegna, in un paesaggio collinare ricco di viti ed olivi, è localizzato nelle vicinanze delle Terme di Saturnia e delle aree Etrusche di Sovana e Pitigliano.

A 40 Km dal Monte Amiata e 60 Km dal Mare.…

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Claudia Romani – Personaggi

Alcune interessanti testimonianze le hanno lasciate dei personaggi celebri contemporanei di Gesù:

Giuseppe Flavio, storico giudeo, scrisse in “Antichità Giudaiche”, libro XVIII:

” In quel tempo, ai dì di Pilato, fu Gesù, uomo saggio, se è possibile chiamarlo uomo, poiché Egli fece molte meraviglie. Egli insegnava la verità a coloro che volevano essere istruiti. Attirò a lui molti Giudei ed anche pagani. Egli era il MESSIA. Fu accusato davanti a Pilato dai capi della nazione e Pilato lo fece crocifiggere. Ma coloro che l’avevano amato prima continuarono ad amarlo. Il terzo giorno si fece vedere di nuovo vivente, come i santi profeti avevano parlato di Lui. La setta dei Cristiani che da lui prese il nome sussiste ancora oggi”.

Sempre Giuseppe Flavio, dal Libro XX: “Giacomo, fratello del Signore chiamato Cristo”.

Giustino, filosofo morto nel secondo secolo (165) afferma che Gesù era nato nella stalla di Betlemme.

LA TESTIMONIANZA DEGLI AVVERSARI

Ve ne sono diverse, esse contestano gli insegnamenti del Cristo, la sua figura di Messia, ma mai mettono in dubbia la sua realtà storica:

Tacito, storico romano: “Per far cessare queste voci ( che lo volevano colpevole dell’incendio di Roma), Nerone inventò dei colpevoli e punì con i più raffinati tormenti coloro che … il volgo chiamava Cristiani. Il nome derivava da Cristo, il quale, sotto l’imperatore Tiberio, era stato condannato al supplizio dal procuratore Ponzio Pilato. Questa esecrabile superstizione, soffocata per il momento, dilagava di nuovo, non solo attraverso la Giudea, dove quel male era nato, ma anche in Roma” (Annali, lib. XV, cap. 44).

Svetonio, storico romano: “Claudio cacciò da Roma i Giudei (Giudeo-Cristiani) che fomentavano dei subbugli in nome di Cristo” (vita di Claudio, cap. 25).

Altre testimonianze di questo tipo le troviamo in Celso, Porfirio, Giuliano l’apostata, e Tryfone.

L’ARCHEOLOGIA

L’archeologia ci apporta un contributo …

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Lunedi’ Nero Per L’euro Il Dollaro A 2.260 Lire

il dollaro a 2.260 lire

I mercati contro Ecofin. Visco: Ue troppo lenta

di ELENA POLIDORI

ROMA – I mercati non credono alle parole dei ministri Ecofin e l’Euro accusa l’ennesimo tonfo. Temporaneo, per carità, ma pur sempre significativo.

Così, nonostante le dichiarazioni di Versailles, compreso quell’accenno velato a possibili interventi di sostegno sui cambi, è di nuovo brivido per la moneta europea, oggetto di un crollo generalizzato che l’ha fatta scivolare per un po’ sotto la soglia psicologica degli 86 centesimi di dollaro: 85,70 per l’esattezza, l’ equivalente di ben 2.259 lire per un dollaro. Un record negativo, anche se poi alle quotazioni ufficiali della Banca d’Italia l’euro è un po’ risalito (fino a 0,8609 ma sempre in calo rispetto al livello di 0,8735 dello scorso venerdì) come pure nel pomeriggio a New York (O,8607 dollari alle 19).

Ma quel che conta, in test del genere, è l’impatto, la reazione a caldo al comunicato che i ministri dell’Ecofin hanno faticosamente stilato nel week-end, a Versailles. Un testo finalmente unitario, per dire: basta, l’Europa tutta vuole un euro forte, sano, solido e, se così non sarà, è anche pronta ad intervenire. Ebbene, questa reazione è stata quantomeno tiepida. Tanto che da Basilea, i governatori europei (per l’Italia, Antonio Fazio) lanciano un secondo messaggio: “L’Euro è più debole di quel che dovrebbe. E’ sottovalutato rispetto ai fondamentali dell’economia”, dichiara a nome della Bri, Eddie George. In pratica, la moneta unica non rispecchia l’ ottimo stato di salute del Vecchio Continente: “Noi ci aspettiamo che tocchi il fondo per poi risalire”.

Nell’attesa, però, l’euro scende. In venti mesi ha perso quasi il 30% del suo valore. Il 1 gennaio 1999 – giorno della sua prima quotazione- segnava un valore di 1,6675 dollari. Le ragioni di un ribasso tanto vistoso sono molteplici, tecniche …

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Sappada in Friuli: il consiglio regionale vota quasi all’unanimità per il passaggio

Il FreeSpace Business Music System, un sistema amplificato costituito da una unità per le basse frequenze e quattro cubetti per le frequenze medio-alte, è la soluzione ideale per sonorizzare bar, ristoranti, negozi, mostre, esposizioni, gallerie d’arte e stand fieristici. Grazie alla tecnologia Acoustimass®, che consente di ottenere bassi profondi e indistorti nonostante le dimensioni contenute del mobile, e l’utilizzo di piccoli Twiddler ad ampia dispersione in grado di riprodurre l’intera banda audio al di sopra dei 200 Hz, il FreeSpace può coprire uniformemente una vasta area, tipicamente fino a 400 metri quadri, restando Virtualmente Invisibile. Il modulo per le basse frequenze contiene tre amplificatori (uno per i bassi e due per i medio-alti) progettati appositamente per il FreeSpace e assistiti dall’Equalizzazione Attiva. Uno speciale circuito denominato Dynamically Equalized provvede automaticamente ad incrementare il livello delle frequenze estreme della banda audio in ragione del livello d’ascolto per adattare la risposta del sistema alle caratteristiche dell’apparato uditivo, garantendo così una costante ricchezza e naturalezza del suono. Un particolare circuito limitatore evita che il sistema venga sovrappilotato e assicura molti anni di affidabile servizio. La presenza di ingressi bilanciati limita i disturbi di natura elettrostatica, soprattutto nel caso di collegamenti molto lunghi. Il FreeSpace viene fornito con staffe che consentono il facile e rapido montaggio in qualsiasi posizione dei cubetti e del modulo dei bassi, mentre le limitatissime dimensioni dei vari componenti ne permettono la facile integrazione con qualsiasi arredamento. I cinque diffusori possono essere verniciati per meglio mimetizzarsi nell’ambiente.

CARATTERISTICHE TECNICHE 13 kohm sbilanciati, 26,5 Kohm bilanciati Risposta in frequenza

40 Hz – 20 KHz Sensibilità d’ingresso:

0,4 V per la massima uscita Potenza amplificatori interni

– modulo bassi: 100 W…

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Oggi l’arrivo di Guillermo Diaz

Sfuma la venuta di Cittadini

Diaz, sì; Cittadini, no. Si possono sintetizzare così gli ultimi eventi registrati all’ombra del Palamaggiò dove oggi riprenderanno gli allenamenti dopo la pausa per la Final Four di coppa di Legadue. La guardia portoricana ha toccato il suolo italiano e oggi sarà a disposizione innanzitutto dello staff medico per le visite di rito, propedeutiche all’ingaggio e all’ufficializzazione del suo ingresso nel roster della Pepsi. Se tutto sarà ok il cestista di nazionalità statunitense si aggregherà ai suoi nuovi compagni, agli ordini di coach Frates, per esordire con la maglia bianconera in occasione della gara interna di domenica prossima con l’Edimes Pavia. Il centro Alessandro Cittadini, all’indomani del derby felsineo sembra invece destinato a restare sotto le ali dell’aquila fortitudina. A Bologna, infatti, la squadra griffata Upim fino a ora non ha nessuna intenzione di privarsi del «lungo» italiano, nonostante le insistenze da parte casertana, per ridisegnare l’assetto del team juventino. L’arrivo in casa Pepsi di Guillermo Diaz avrà infatti quale immediata conseguenza il dover tagliare il centro americano Arthur Johnson per cui il dover rinunciare al pivot Cittadini potrebbe costringere la società cestistica di Terra di Lavoro a rivedere il comparto lunghi e a restare più attiva che mai sul mercato, quello degli oriundi. Ma negli uffici del Palamaggiò hanno la bocca cucita, nessuna notizia trabocca dai cancelli dell’impianto di Castelmorrone, rimasti aperti solo per il clinc tecnico dell’assistant coach Massimiliano Oldoini. Da oggi c’è già da pensare al match con l’Edimes Pavia. «I giochi riprendono e ci apprestiamo a vivere il rush finale di questo campionato così avvincente, come ormai ci ha abituato la Legadue», commenta il presidente della Pepsi, Rosario Caputo. Poi rifacendosi alla coppa di Lega conquistata dalla Fileni Jesi allenata dal coach molisano Andrea Capobianco, il massimo dirigente aggiunge: «La vittoria …

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cultura Arte Artisti Vincenzo Cairo

Sfuggire al rumore

Il rombo dei motori nella cabina di un aereo. Il trambusto della città. Le distrazioni in ufficio. Le cuffie BOSE® QuietComfort® 2 Acoustic Noise Cancelling® attenuano dolcemente i rumori di fondo con il tocco un colpo di un interruttore. Potrà assaporare le delicate sfumature musicali senza disturbare nessuno. E nei momenti in cui non ascolta la musica potrà scivolare in un rifugio di tranquillità, dove rilassarsi e godersi il silenzio e la solitudine.

Naturalmente, non si tratta di normali cuffie. Bose ha investito decenni nello sviluppo e nel perfezionamento della sua tecnologia di riduzione del rumore per combattere il rumore indesiderato e migliorare invece l’esperienza di ascolto.

La nostra esclusiva combinazione di design ergonomico e tecnologia all’avanguardia garantisce una notevole riduzione del rumore. Questo processo di “correzione” è rapido e continuo, in modo tale da consentire l’ascolto della musica o della colonna sonora desiderate. E se non desidera ascoltare nulla, può godersi semplicemente la tranquillità garantita dalle nostre cuffie.

Soluzioni ispirate

Nel lontano 1978 il dottor Amar Bose ebbe un’ispirazione durante un rumoroso volo internazionale. Le teorie sulla riduzione del rumore sono emersa fin dagli anni Trenta, ma solo per applicazioni relativamente semplici. Con questa sua improvvisa intuizione, egli comprese come ottenere la riduzione attiva del rumore nelle cuffie e, ancora a bordo dell’aereo, tracciò i calcoli matematici per attuare questa nuova tecnologia. Da questi calcoli iniziali presero il via anni di ricerche in un’ampia gamma di sfide complesse nei campi dell’acustica, dell’elettronica e della meccanica.

Nel 1986 si iniziava a pianificare il primo volo intorno al mondo senza soste mai effettuato nella storia. I piloti correvano il serio rischio di perdere il 30% dell’udito. Quando seppero questa notizia, gli ingegneri della Bose proposero l’utilizzo di un loro prototipo di cuffia con microfono per la riduzione del …

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La Prima Vendita Esaurisce Sia Il Diritto D’autore Che La Responsabilità Della Violazione

ITALIA: GIURISPRUDENZA

La prima vendita esaurisce sia il diritto d’autore che la responsabilità della violazione Il 7 aprile 1999 la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza interessante sul tema dell’esaurimento del diritto d’autore. Delta video era licenziataria per l’Italia dei diritti esclusivi di sfruttamento economico di diversi film di Alfred Hitchcock, tra i quali la pellicola “Notorious”, che la Capital Video aveva riprodotto su videocassette. La Messaggerie Periodici (M.P.) era stata incaricata della distribuzione nazionale di tali videocassette, che venivano vendute unitamente a una pubblicazione mensile prodotta dalla Skema s.r.l.

Nella causa intentata dalla Delta Video, la Corte d’Appello di Roma con sentenza del 13 novembre 1995 dichiarava che il film in questione non era caduto ancora in pubblico dominio in quanto si applicava il D.P.R. 19/1979 che aveva elevato a 50 anni (dai precedenti 30) la durata dei diritti di sfruttamento, e che quindi anche la Skema s.r.l. e la M.P., insieme alla Capital Video, erano responsabili della violazione della legge sul diritto d’autore.

La M.P. si è rivolta alla Cassazione, sostenendo che erano state applicate falsamente le leggi sul diritto d’autore, che le decisioni precedenti non erano sufficientemente fondate, e quindi la M.P. non poteva essere considerata corresponsabile dell’abuso. Secondo la ricorrente, non era stato applicato il principio dell’esaurimento del diritto d’autore: dato che la violazione aveva avuto luogo con la riproduzione dell’opera, e che anche le prima vendita era stata effettuata dalla Capital Video, che la M.P. aveva svolto soltanto un ruolo di distribuzione, secondo il principio dell’esaurimento del diritto la M.P. non poteva essere considerata responsabile.

Obiettava la Delta Video che affermare la non responsabilità del distributore avrebbe permesso di aggirare la legge, trasformando i centri di distribuzione in altrettanti magazzini franchi di copie illegittime di opere coperte da diritto d’autore. Inoltre, la teoria dell’esaurimento …

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